Trascrizione Disturbo ossessivo-compulsivo (DOC)
Il ciclo di rinforzo ossessivo-compulsivo e la "lente della paura"
Il DOC opera attraverso un circolo vizioso in cui le ossessioni (pensieri intrusivi e angoscianti) generano un'ansia intollerabile, che l'individuo cerca di neutralizzare attraverso compulsioni (rituali comportamentali o mentali).
Sebbene il rituale fornisca un sollievo momentaneo, agisce come un rinforzo negativo che rafforza l'ossessione originale, facendola tornare con più forza.
L'individuo intrappolato in questo circolo vizioso vede il mondo attraverso una "lente della paura", una distorsione percettiva che ingigantisce rischi minimi e li trasforma in catastrofi imminenti.
Questa lente fa sì che situazioni neutre siano percepite come minacce vitali, annullando il ragionamento logico.
La terapia cerca di pulire questa lente, aiutando l'individuo a riconoscere che il suo allarme interno è sbilanciato e che il senso di urgenza non corrisponde alla realtà oggettiva.
La consapevolezza come strumento di distacco
L'applicazione della mindfulness nel disturbo ossessivo-compulsivo è specifica: si tratta di osservare i pensieri ossessivi come "eventi mentali" privi di contenuto di verità, piuttosto che come fatti o premonizioni.
Invece di fondersi con il pensiero ("mi contaminerò"), si pratica l'osservazione distaccata ("noto che la mia mente sta generando la storia della contaminazione").
L'atteggiamento non giudicante è fondamentale; smettendo di etichettare i pensieri intrusivi come "cattivi" o "pericolosi", si riduce la necessità di sopprimerli o neutralizzarli.
Si allena l'individuo a permettere ai pensieri di esistere nel proprio spazio mentale senza interagire con essi, in modo simile a lasciare che un rumore di fondo suoni senza prestargli attenzione, il che alla fine ne diminuisce la frequenza e l'intensità.
Esposizione con prevenzione della risposta (EPR) e integrazione
La pietra angolare del trattamento comportamentale è l'esposizione con prevenzione della risposta (EPR).
Ciò implica esporsi deliberatamente allo stimolo che provoca l'ossessione (ad esempio, toccare un oggetto "sporco" o lasciare qualcosa in disordine) e, soprattutto, resistere all'impulso di compiere il rituale compulsivo (non lavarsi, non riordinare).
Bloccando la compulsione, l'individuo è costretto a tollerare l'ansia fino a quando questa non diminuisce da sola, un processo noto come assuefazione.
L'integrazione delle abilità DBT, come la tolleranza al disagio, facilita questo processo, fornendo strumenti per sopportare l'"ondata" di ansia senza affogare in essa, permettendo al
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