Trascrizione Disturbi alimentari (TCA)
Il ciclo regolatorio tra alimentazione ed emozione
La concettualizzazione dei disturbi alimentari dalla DBT trascende la semplice preoccupazione per l'immagine corporea o il peso; essi sono intesi fondamentalmente come disturbi della regolazione affettiva.
Comportamenti come la restrizione calorica severa, le abbuffate compulsive o il vomito funzionano come meccanismi disadattivi per gestire stati emotivi intollerabili.
La restrizione può indurre uno stato di torpore o di controllo rigido che silenzia l'ansia caotica, mentre l'abbuffata può fornire un immediato rilascio di dopamina e una dissociazione dal dolore emotivo presente.
Il comportamento compensatorio (purga) spesso agisce per alleviare il panico o il senso di colpa generati dall'assunzione di cibo.
Il trattamento si concentra sull'identificazione dell'emozione specifica che precede l'impulso alimentare (solitudine, rabbia, vuoto) e sull'insegnamento al sistema nervoso a tollerare tale emozione senza ricorrere al cibo come anestetico o punizione.
Alimentazione consapevole come intervento clinico
La pratica del Mindful Eating (alimentazione consapevole) è l'antitesi della dissociazione che spesso accompagna gli episodi di alimentazione incontrollata.
Questa tecnica richiede di rallentare drasticamente il processo di alimentazione per portare la piena consapevolezza su ogni aspetto sensoriale dell'esperienza: la consistenza, l'aroma, la temperatura e le sfumature del sapore.
Costringendo la mente a essere presente durante l'atto, si interrompe la modalità "pilota automatico" che consente l'assunzione massiccia e rapida tipica delle abbuffate.
Inoltre, si allena l'intercettazione per distinguere tra i segnali fisiologici di fame/sazietà e i fattori scatenanti emotivi.
L'obiettivo è quello di cambiare il rapporto con il cibo, passando dall'essere un oggetto di paura o abuso a un'esperienza sensoriale neutra e nutriente, osservando gli impulsi senza agire automaticamente su di essi.
La tecnica del Surfing delle Emergenze
Il "Surfing delle Emergenze" è un'abilità critica di tolleranza al disagio applicata agli impulsi di dipendenza.
Si basa sulla comprensione che i desideri intensi di compiere un comportamento problematico (come vomitare o abbuffarsi) hanno una curva di intensità simile a un'onda: crescono, raggiungono un picco e alla fine diminuiscono, a condizione che non vengano alimentati.
L'intervento consiste nell'osservare l'impulso come un evento mentale separato dal sé, notando le sensazioni fisiche associate (tensione allo stomaco, salivazione) senza giudicarle o cercare di sopprimerle.
Invece di lottare contro l'onda (il che spesso porta ad essere travolti da essa) o arrendersi ad essa, si insegna a "cavalcarla", mantenendo l'osservazione consapevole fino
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