Trascrizione Mindfulness per le emozioni
Localizzazione somatica dell'emozione
Le emozioni non sono solo concetti mentali, ma esperienze fisiologiche. Per gestire le emozioni intense (rabbia, paura, tristezza), il primo passo nella Mindfulness è localizzare l'emozione nel corpo.
Il paziente è invitato a chiudere gli occhi e a scansionare il proprio corpo: "Dove senti questa ansia? È una pressione al petto? Un nodo allo stomaco? Calore al viso?".
Trasformando l'emozione in una serie di sensazioni fisiche concrete (pressione, temperatura, tensione), essa diventa più gestibile e meno astratta o spaventosa.
Accettazione radicale e non controllo
La tendenza naturale di fronte a un'emozione negativa è quella di cercare di eliminarla o controllarla, il che paradossalmente la intensifica (effetto rimbalzo).
L'approccio Mindfulness propone l'accettazione radicale: permettere all'emozione di esserci senza interferire. Si utilizza la metafora dell'essere un "osservatore" o uno "scienziato".
Il paziente osserva la sensazione fisica dell'emozione così com'è, senza giudicarla "cattiva" né desiderare che se ne vada.
L'istruzione è: "Lascia che l'emozione faccia ciò che deve fare; se sale, che salga; se scende, che scenda. Il tuo compito è solo osservare, non dirigere il traffico".
Osservazione della transitorietà (L'onda)
Osservando l'emozione senza alimentarla con pensieri catastrofici né combatterla, il paziente ne scopre la natura transitoria. Le emozioni sono come le onde: hanno un inizio, un picco e un naturale declino.
Attraverso la pratica (esempio: "siediti con la tua rabbia e osservala"), il paziente impara che è in grado di tollerare il disagio.
Scopri che l'emozione, per quanto intensa, non è pericolosa e che, se le permetti di fluire senza resistenza, finisce per dissiparsi o trasformarsi da sola. Questo aumenta la tolleranza allo stress emotivo.
Sommario
Il primo passo per g
mindfulness per le emozioni