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Esposizione prolungata (EP)

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Trascrizione Esposizione prolungata (EP)


Fondamenti e impegno terapeutico

L'esposizione prolungata è un intervento di prima linea per il PTSD, supportato da una solida base di prove scientifiche.

La sua premessa è che l'evitamento del ricordo traumatico mantiene il disturbo, impedendo al cervello di elaborare l'esperienza e distinguere tra il pericolo passato e la sicurezza presente.

Questa tecnica richiede un impegno significativo, poiché implica affrontare volontariamente il disagio.

Il terapeuta deve spiegare che il processo è graduale e rispettoso dei limiti del paziente. Non si tratta di "buttarsi nel vuoto", ma di salire una scala un gradino alla volta.

La pazienza è fondamentale, poiché l'assuefazione (la diminuzione dell'ansia dovuta all'esposizione ripetuta) non avviene istantaneamente, ma attraverso la perseveranza.

Gerarchizzazione ed esposizione immaginaria

La procedura inizia con la creazione di una gerarchia di ricordi o parti dell'evento traumatico, ordinati per livello di angoscia (SUD).

A differenza dell'esposizione dal vivo a situazioni esterne (come recarsi in un luogo), l'EP si concentra sull'esposizione immaginaria.

Al paziente viene chiesto di chiudere gli occhi e di raccontare l'evento al presente, descrivendo dettagli sensoriali, pensieri ed emozioni.

Ad esempio, se il trauma è stato un incidente, gli viene chiesto di descrivere il rumore dell'impatto, l'odore della benzina e il pensiero esatto "sto per morire".

Questa narrazione viene ripetuta più volte durante la sessione per attivare la rete della paura e consentire all'ansia di diminuire naturalmente senza fuggire.

Elaborazione e compiti tra una sessione e l'altra

Una componente distintiva è la registrazione della sessione di esposizione. Il paziente deve ascoltare questa registrazione ogni giorno a casa come compito.

Ciò massimizza l'assuefazione e smantella la convinzione che ricordare il trauma sia pericoloso o insopportabile.

Dopo l'esposizione, viene effettuata un'elaborazione per analizzare ciò che il paziente ha imparato (ad esempio "All'inizio ho provato molta ansia, ma poi è diminuita e non mi sono disintegrato").

Inoltre, vengono insegnate strategie di regolazione, come la respirazione diaframmatica, per gestire l'attivazi


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