INSERIRE

REGISTRARSI
Ricercatore

L'interruttore della lotta

Seleziona la lingua :

Devi consentire i cookie di Vimeo per poter visualizzare il video.

Sblocca il corso completo e ottieni la certificazione!

Stai visualizzando il contenuto gratuito. Sblocca il corso completo per ottenere certificato, esami e materiale scaricabile.

*Con l’acquisto del corso ti regaliamo due corsi a tua scelta*

*Scopri la migliore offerta del web*

Trascrizione L'interruttore della lotta


Il ciclo di amplificazione emotiva dovuta alla resistenza ( )

Una metafora operativa molto utile per comprendere le dinamiche della sofferenza è quella dell'"interruttore della lotta" (Struggle Switch).

Quando proviamo un'emozione primaria spiacevole, come la paura o la tristezza, è come se si accendesse una luce di allarme.

Se abbiamo l'"interruttore della lotta" attivato (in posizione ON), la nostra reazione immediata a quella luce è: "È terribile, devo spegnerlo subito!".

Questa reazione di panico di fronte alla propria emozione genera un'emozione secondaria: paura della paura, ansia per essere ansiosi o rabbia per essere tristi. Questo circolo vizioso crea una camera di risonanza.

Supponiamo che qualcuno soffra di insonnia e provi una leggera inquietudine per non riuscire ad addormentarsi.

Se il suo interruttore di lotta è acceso, penserà: "Se non mi addormento subito, domani sarò un disastro al lavoro".

Questa preoccupazione genera una scarica di adrenalina che rende fisicamente impossibile dormire, il che a sua volta aumenta la preoccupazione.

L'emozione originale (leggera inquietudine) viene sepolta da una valanga di ansia generata dalla propria resistenza.

La sofferenza si moltiplica non per l'evento iniziale, ma per il nostro rifiuto di viverlo.

Strategie per disattivare la lotta e consentire il flusso

L'obiettivo terapeutico è imparare a mettere l'interruttore in posizione OFF (spento).

Quando l'interruttore è spento, l'emozione spiacevole continua ad apparire (perché siamo umani e proviamo delle emozioni), ma non c'è una reazione di allarme secondaria.

L'ansia sale, raggiunge il picco e poi scende naturalmente, come un'onda che si infrange sulla riva e si ritira.

Senza il carburante della lotta, l'emozione ha una vita media breve e scorre attraverso il corpo. Per "spegnere l'interruttore", alleniamo l'osservazione distaccata.

Quando notiamo che il disagio emerge, invece di irrigidirci, diciamo a noi stessi: "Ecco di nuovo l'ansia. Non mi piace, ma non la combatterò. La lascerò lì mentre continuo a leggere il mio libro". È simile a stare in una stanza con un ventilatore rumoroso.

Se ci fissiamo sul rumore e ci arrabbiamo, il rumore diventa insopportabile.

Se accettiamo che il ventilatore faccia rumore e ci concentriamo sul nostro compito, il rumore diventa uno sfondo irrilevante.

Smettere di lottare ci permette di recuperare l'energia che spendevamo nella guerra interna e l'emozione perde la sua capacità di paralizzarci.

Sommario

La metafora dell'"interruttore della lotta" illustra come la nostra reazione di panico di fronte a un'emozione primaria spiacevole faccia scattare un allarme che amplifica la sofferenza, generando emozioni secondarie come la paura della paura.

Questo processo crea un circolo vizioso in cui l'ansia originale viene sepolta da una valanga di angoscia provocata dal nostro rifiuto di provare emozioni, moltiplicando inutilmente il dolore.

L'obiettivo terapeutico è imparare a spegnere l'interruttore attraverso l'osservazione distaccata, permettendo all'emozione di fluire e seguire il suo corso naturale senza il carburante della lotta che la rende cronica.


linterruttore della lotta

Pubblicazioni recenti di terapia accettazione impegno

Ci sono errori o miglioramenti?

Dov'è l'errore?

Cosa c'è che non va?

Cerca