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Che cos'è la terapia dell'accettazione e dell'impegno [act]? la guida definitiva della terza ondata - terapia accettazione impegno
La Terapia di Accettazione e Impegno è un approccio psicologico centrato ad aiutare le persone a costruire una vita di valore anche quando compaiono pensieri difficili, emozioni intense o sensazioni fisiche sgradevoli. Invece di lottare per eliminare il disagio a ogni costo, propone di cambiare la relazione con esso e procedere verso ciò che conta davvero. Questa prospettiva fa parte della cosiddetta “terza onda” delle terapie comportamentali, che integra abilità di attenzione consapevole, compassione e lavoro sui valori personali.
L'idea centrale è la flessibilità psicologica: la capacità di restare in contatto con il momento presente e scegliere comportamenti guidati dai propri valori, anche quando la mente dice “non puoi” o il corpo chiede di fuggire. Quando coltiviamo quella flessibilità, la sofferenza smette di governare e inizia a trasformarsi in una fonte di apprendimento e direzione.
ACT nasce negli anni Novanta, promossa da Steven C. Hayes e colleghi, come evoluzione della tradizione comportamentale. Si appoggia a una filosofia chiamata contestualismo funzionale, che invita a comprendere i pensieri e i comportamenti in base alla loro funzione in un contesto concreto, più che in base al fatto che siano “veri” o “falsi”. Attrae anche dalla Teoria dei Quadri Relazionali, una spiegazione di come il linguaggio umano crei relazioni tra parole e idee che, a volte, ci intrappolano.
Da questa prospettiva, il problema non sono i pensieri negativi in sé, ma come ci fondiamo con essi e lasciamo che dirigano il nostro comportamento. ACT propone di sviluppare abilità per osservare l'esperienza, metterla al suo posto e agire al servizio di ciò che valorizziamo.
Il modello di ACT si riassume in sei processi interconnessi che aumentano la flessibilità psicologica. Non sono passi lineari, ma abilità che si allenano e si rinforzano reciprocamente.
Consiste nell'aprire spazio a emozioni, sensazioni e ricordi, senza evitarli né litigare con essi. Accettare non è rassegnarsi né sopportare per sempre; è permettere che l'esperienza sia qui e ora per poter scegliere meglio come rispondere. Quando smettiamo di consumare energia per controllare l'incontrollabile, recuperiamo capacità d'azione.
La mente produce pensieri come una fabbrica. La defusione è l'arte di vederli come eventi mentali, non come ordini. Passiamo dal “devo crederci” al “sto notando che la mia mente dice…”. Quel piccolo cambiamento ne riduce il potere e ci permette di agire con maggiore libertà.
È la pratica di prestare attenzione all'qui e ora con curiosità e senza giudizio. Ancorandoci al presente diminuisce la ruminazione sul passato e l'anticipazione ansiosa del futuro, e aumenta la sensibilità a ciò che funziona realmente nella situazione attuale.
Invece di definirci per le nostre storie (“sono un fallimento”, “non valgo”), alleniamo una prospettiva più ampia: l'osservatore che nota pensieri ed emozioni senza esserne travolto. Questa “posizione del sé” offre stabilità quando l'esperienza interna è turbolenta.
Sono direzioni scelte che danno senso alle nostre azioni: come voglio relazionarmi, lavorare, prendermi cura della mia salute, imparare o contribuire. Non sono obiettivi da spuntare, ma bussole che orientano le decisioni quotidiane. Chiarificarli è il motore della terapia.
Con valori chiari, tocca metterli in pratica mediante obiettivi concreti, realistici e sostenuti. Ciò include pianificare, fare piccoli passi, tollerare il disagio che si presenta e aggiustare la rotta quando necessario.
ACT è profondamente esperienziale: si impara facendo. Alcuni strumenti frequenti includono metafore, pratiche di attenzione consapevole e compiti comportamentali.
La ricerca ha mostrato che ACT è efficace per un'ampia gamma di problemi psicologici e di salute. In confronto con approcci tradizionali, tende a ottenere risultati almeno equivalenti sui sintomi e, spesso, migliori in termini di qualità della vita e funzionamento, grazie all'enfasi sui valori e sulla flessibilità.
Si adatta anche a diversi formati: individuale, di gruppo, online e interventi brevi in assistenza primaria. Il suo carattere transdiagnostico la rende versatile in contesti clinici e educativi.
Il processo inizia chiarendo cosa ti porta in consultazione e com'è la tua vita oggi. Si identificano schemi di evitamento che mantengono il problema e valori che vorresti incarnare. Fin dalla prima seduta vengono introdotti esercizi pratici per sperimentare una relazione diversa con pensieri ed emozioni.
Una seduta tipica include rivedere i progressi, praticare qualche abilità (per esempio, un esercizio di defusione o di respirazione consapevole), e concordare piccole azioni allineate ai tuoi valori per la settimana. La durata del trattamento varia in base agli obiettivi e ai contesti; spesso si lavora in cicli da 8 a 16 sedute, con follow-up per consolidare le abitudini.
Entrambe condividono radici comportamentali e attenzione a risultati misurabili, ma differiscono nel loro focus principale.
Tra i suoi benefici spiccano l'applicabilità a molteplici problemi, l'enfasi su azioni significative e l'apprendimento di abilità durevoli. Molte persone riferiscono maggiore libertà di scelta, meno evitamento e una vita più coerente con i propri valori.
Come limite, non è una “cura rapida”: richiede pratica costante e disponibilità a sperimentare il disagio. In casi di crisi acuta, ideazione suicidaria attiva o trauma complesso non stabilizzato, può essere necessario combinare ACT con interventi di sicurezza, regolazione e supporto medico. Un professionista qualificato ti aiuterà a valutare il miglior approccio.
Se ti interessa questo approccio, cerca un terapeuta con formazione specifica ed esperienza supervisionata in ACT. Oltre ai titoli, l'alleanza terapeutica e l'allineamento sui valori sono chiavi per il risultato.
Se non hai accesso immediato, iniziare pratiche semplici come ancoraggi di respirazione, esercizi di defusione e microazioni di valore può fare la differenza mentre trovi supporto professionale.
Esistono materiali accessibili che spiegano ACT con chiarezza. Tra i più noti ci sono manuali pratici di Steven C. Hayes e Russ Harris, oltre a guide introduttive e quaderni di esercizi. Ci sono anche app per dispositivi mobili incentrate sulla mindfulness e su microimpegni quotidiani allineati ai valori.
L'essenza di questo approccio non è sentirsi bene tutto il tempo, ma vivere bene, con uno scopo, anche quando le onde emotive salgono e scendono. Con pratica, pazienza e, se possibile, supporto professionale, si trasforma in un modo solido di relazionarsi con la propria mente e la propria vita.