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Che cos'è la terapia dell'accettazione e dell'impegno [act]? la guida definitiva della terza ondata - terapia accettazione impegno

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DaCorsiOnline55

2026-01-23
Che cos'è la terapia dell'accettazione e dell'impegno [act]? la guida definitiva della terza ondata - terapia accettazione impegno


Che cos'è la terapia dell'accettazione e dell'impegno [act]? la guida definitiva della terza ondata - terapia accettazione impegno

Introduzione: una terapia per vivere con ciò che conta

La Terapia di Accettazione e Impegno è un approccio psicologico centrato ad aiutare le persone a costruire una vita di valore anche quando compaiono pensieri difficili, emozioni intense o sensazioni fisiche sgradevoli. Invece di lottare per eliminare il disagio a ogni costo, propone di cambiare la relazione con esso e procedere verso ciò che conta davvero. Questa prospettiva fa parte della cosiddetta “terza onda” delle terapie comportamentali, che integra abilità di attenzione consapevole, compassione e lavoro sui valori personali.

L'idea centrale è la flessibilità psicologica: la capacità di restare in contatto con il momento presente e scegliere comportamenti guidati dai propri valori, anche quando la mente dice “non puoi” o il corpo chiede di fuggire. Quando coltiviamo quella flessibilità, la sofferenza smette di governare e inizia a trasformarsi in una fonte di apprendimento e direzione.

Origine e fondamenti: dal contestualismo alla vita quotidiana

ACT nasce negli anni Novanta, promossa da Steven C. Hayes e colleghi, come evoluzione della tradizione comportamentale. Si appoggia a una filosofia chiamata contestualismo funzionale, che invita a comprendere i pensieri e i comportamenti in base alla loro funzione in un contesto concreto, più che in base al fatto che siano “veri” o “falsi”. Attrae anche dalla Teoria dei Quadri Relazionali, una spiegazione di come il linguaggio umano crei relazioni tra parole e idee che, a volte, ci intrappolano.

Da questa prospettiva, il problema non sono i pensieri negativi in sé, ma come ci fondiamo con essi e lasciamo che dirigano il nostro comportamento. ACT propone di sviluppare abilità per osservare l'esperienza, metterla al suo posto e agire al servizio di ciò che valorizziamo.

I sei processi dell’“hexaflex”

Il modello di ACT si riassume in sei processi interconnessi che aumentano la flessibilità psicologica. Non sono passi lineari, ma abilità che si allenano e si rinforzano reciprocamente.

Accettazione

Consiste nell'aprire spazio a emozioni, sensazioni e ricordi, senza evitarli né litigare con essi. Accettare non è rassegnarsi né sopportare per sempre; è permettere che l'esperienza sia qui e ora per poter scegliere meglio come rispondere. Quando smettiamo di consumare energia per controllare l'incontrollabile, recuperiamo capacità d'azione.

Defusione cognitiva

La mente produce pensieri come una fabbrica. La defusione è l'arte di vederli come eventi mentali, non come ordini. Passiamo dal “devo crederci” al “sto notando che la mia mente dice…”. Quel piccolo cambiamento ne riduce il potere e ci permette di agire con maggiore libertà.

Contatto con il momento presente

È la pratica di prestare attenzione all'qui e ora con curiosità e senza giudizio. Ancorandoci al presente diminuisce la ruminazione sul passato e l'anticipazione ansiosa del futuro, e aumenta la sensibilità a ciò che funziona realmente nella situazione attuale.

Il sé come contesto

Invece di definirci per le nostre storie (“sono un fallimento”, “non valgo”), alleniamo una prospettiva più ampia: l'osservatore che nota pensieri ed emozioni senza esserne travolto. Questa “posizione del sé” offre stabilità quando l'esperienza interna è turbolenta.

Valori

Sono direzioni scelte che danno senso alle nostre azioni: come voglio relazionarmi, lavorare, prendermi cura della mia salute, imparare o contribuire. Non sono obiettivi da spuntare, ma bussole che orientano le decisioni quotidiane. Chiarificarli è il motore della terapia.

Azione impegnata

Con valori chiari, tocca metterli in pratica mediante obiettivi concreti, realistici e sostenuti. Ciò include pianificare, fare piccoli passi, tollerare il disagio che si presenta e aggiustare la rotta quando necessario.

Tecniche ed esercizi abituali

ACT è profondamente esperienziale: si impara facendo. Alcuni strumenti frequenti includono metafore, pratiche di attenzione consapevole e compiti comportamentali.

  • Metafora dei passeggeri dell'autobus: i tuoi pensieri ed emozioni sono passeggeri rumorosi; tu guidi verso i tuoi valori, anche se urlano.
  • Foglie sul fiume: immagina di mettere ogni pensiero su una foglia e lasciarlo galleggiare corrente sotto.
  • Respira nella sensazione: localizza l'emozione nel corpo, respira verso quella zona e falle spazio.
  • Etichetta e ringrazia la tua mente: “Grazie, mente, per aver cercato di proteggermi” quando emerge una storia dura.
  • Chiarificazione dei valori: esercizi per identificare ciò che è importante in aree come relazioni, crescita, tempo libero e salute.
  • Piano di azione impegnata: definire microazioni settimanali collegate ai valori, con ostacoli e supporti previsti.
  • Esposizione con accettazione: affrontare situazioni temute restando con le sensazioni senza rituali di fuga.

Evidenze e applicazioni

La ricerca ha mostrato che ACT è efficace per un'ampia gamma di problemi psicologici e di salute. In confronto con approcci tradizionali, tende a ottenere risultati almeno equivalenti sui sintomi e, spesso, migliori in termini di qualità della vita e funzionamento, grazie all'enfasi sui valori e sulla flessibilità.

  • Ansia e depressione: riduzione dei sintomi e prevenzione delle ricadute tramite defusione e azione guidata dai valori.
  • Dolore cronico e salute: miglioramento della disabilità e del funzionamento, anche quando il dolore persiste.
  • Stress lavorativo e burnout professionale: aumento della resilienza e dell'impegno.
  • Consumo di sostanze e abitudini: supporto a cambiamenti sostenibili a partire dai valori, con gestione delle voglie e del disagio.
  • Disturbi ossessivo-compulsivi e correlati: esposizione combinata con accettazione e defusione.
  • Benessere generale: incremento della soddisfazione di vita e del senso di scopo.

Si adatta anche a diversi formati: individuale, di gruppo, online e interventi brevi in assistenza primaria. Il suo carattere transdiagnostico la rende versatile in contesti clinici e educativi.

Com'è una seduta e il processo terapeutico

Il processo inizia chiarendo cosa ti porta in consultazione e com'è la tua vita oggi. Si identificano schemi di evitamento che mantengono il problema e valori che vorresti incarnare. Fin dalla prima seduta vengono introdotti esercizi pratici per sperimentare una relazione diversa con pensieri ed emozioni.

Una seduta tipica include rivedere i progressi, praticare qualche abilità (per esempio, un esercizio di defusione o di respirazione consapevole), e concordare piccole azioni allineate ai tuoi valori per la settimana. La durata del trattamento varia in base agli obiettivi e ai contesti; spesso si lavora in cicli da 8 a 16 sedute, con follow-up per consolidare le abitudini.

ACT rispetto alla terapia cognitivo-comportamentale tradizionale

Entrambe condividono radici comportamentali e attenzione a risultati misurabili, ma differiscono nel loro focus principale.

  • Meno contestazione dei pensieri: in ACT non si cerca di dimostrare che un pensiero è falso, ma di osservarlo e scegliere di agire nonostante esso.
  • I valori come bussola: il successo si misura dalla vita che costruisci, non solo dalla riduzione dei sintomi.
  • Accettazione del disagio: invece di controllarlo sempre, si impara a fargli spazio mentre si avanza.
  • Mindfulness applicata: attenzione al presente per rispondere con flessibilità, non come fine a sé stessa.

Benefici, limiti e precauzioni

Tra i suoi benefici spiccano l'applicabilità a molteplici problemi, l'enfasi su azioni significative e l'apprendimento di abilità durevoli. Molte persone riferiscono maggiore libertà di scelta, meno evitamento e una vita più coerente con i propri valori.

Come limite, non è una “cura rapida”: richiede pratica costante e disponibilità a sperimentare il disagio. In casi di crisi acuta, ideazione suicidaria attiva o trauma complesso non stabilizzato, può essere necessario combinare ACT con interventi di sicurezza, regolazione e supporto medico. Un professionista qualificato ti aiuterà a valutare il miglior approccio.

Come iniziare e scegliere un professionista

Se ti interessa questo approccio, cerca un terapeuta con formazione specifica ed esperienza supervisionata in ACT. Oltre ai titoli, l'alleanza terapeutica e l'allineamento sui valori sono chiavi per il risultato.

  • Chiedi della sua formazione in ACT e come la integra nella sua pratica.
  • Esplora come lavorerà su valori, defusione e azione impegnata nel tuo caso.
  • Concordate obiettivi osservabili e un modo di misurare i progressi che abbia senso per te.
  • Considera la modalità: in presenza o online, individuale o di gruppo.

Se non hai accesso immediato, iniziare pratiche semplici come ancoraggi di respirazione, esercizi di defusione e microazioni di valore può fare la differenza mentre trovi supporto professionale.

Risorse e un piano di 7 giorni per iniziare

Esistono materiali accessibili che spiegano ACT con chiarezza. Tra i più noti ci sono manuali pratici di Steven C. Hayes e Russ Harris, oltre a guide introduttive e quaderni di esercizi. Ci sono anche app per dispositivi mobili incentrate sulla mindfulness e su microimpegni quotidiani allineati ai valori.

  • Giorno 1: scrivi tre valori che vuoi incarnare questo mese e perché sono importanti.
  • Giorno 2: pratica di 5 minuti “foglie sul fiume” con le tue preoccupazioni più frequenti.
  • Giorno 3: identifica una micro-azione di valore (5–10 minuti) e falla anche se compare pigrizia o paura.
  • Giorno 4: quando emerge un pensiero difficile, aggiungici “sto notando che la mia mente dice…”. Osserva l'effetto.
  • Giorno 5: breve lettera al tuo sé futuro descrivendo la vita che vuoi costruire tra un anno.
  • Giorno 6: esposizione gentile a una situazione evitata, con respirazione e apertura alle sensazioni.
  • Giorno 7: revisione della settimana: cosa ha funzionato?, cosa hai imparato?, quale piccolo aggiustamento farai domani?

L'essenza di questo approccio non è sentirsi bene tutto il tempo, ma vivere bene, con uno scopo, anche quando le onde emotive salgono e scendono. Con pratica, pazienza e, se possibile, supporto professionale, si trasforma in un modo solido di relazionarsi con la propria mente e la propria vita.

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