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Demistificare il coaching III (Non è una ricetta universale, è per tutti, non causa abband

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Trascrizione Demistificare il coaching III (Non è una ricetta universale, è per tutti, non causa abband


Mito 7: Il coaching è una ricetta universale

Un altro errore è considerare il coaching come una ricetta magica o una soluzione universale applicabile a tutti i tipi di situazioni e problemi.

Si potrebbe pensare che esista una formula standard di coaching in grado di gestire qualsiasi circostanza.

Tuttavia, il coaching ha uno scopo specifico e vale per quello che vale: far crescere le persone e aiutarle a raggiungere i loro obiettivi.

Sebbene sia vero che i cambiamenti positivi ottenuti attraverso il coaching si manifestano spesso in diversi ambiti della vita di una persona (personale, professionale, relazionale), non esiste una "ricetta universale" applicabile indiscriminatamente.

Ogni processo si adatta alle esigenze uniche dell'individuo e non è lo strumento adatto per affrontare qualsiasi tipo di problema; alcune situazioni richiedono interventi diversi.

Mito 8: Non tutte le persone possono partecipare

Legato al mito precedente, a volte si pensa che non tutte le persone siano adatte o possano trarre beneficio da un processo di coaching. Si può credere che sia solo per determinati profili o livelli gerarchici.

In realtà, chiunque può potenzialmente trarre beneficio dal coaching se ha il desiderio di crescere, cambiare o raggiungere degli obiettivi.

Tuttavia, è importante precisare che non tutti gli obiettivi o i problemi possono essere affrontati esclusivamente attraverso il coaching.

Alcune difficoltà, in particolare quelle legate alla salute mentale o a traumi profondi, richiedono altri tipi di interventi professionali, come la psicoterapia.

Pertanto, sebbene il coaching sia accessibile alla maggior parte delle persone, il professionista deve valutare se è lo strumento adeguato alla situazione specifica del cliente.

Mito 9: Il coaching provoca l'abbandono dell'azienda

In ambito aziendale, un timore ricorrente è che i dipendenti che partecipano a un processo di coaching e migliorano le loro competenze tendano ad abbandonare le loro aziende alla ricerca di offerte di lavoro migliori.

Si presume che, essendo meglio preparati, cercheranno nuovi orizzonti. Tuttavia, questa visione è semplicistica.

L'abbandono del personale di talento è una conseguenza diretta di una cattiva gestione delle risorse umane da parte dell'azienda (mancanza di riconoscimento, opportunità di crescita limitate, clima lavorativo negativo, ecc. ). Non è quindi dovuto a una migliore preparazione o sviluppo dei dipendenti.

Un dipendente che si sente apprezzato, stimolato e con opportunità di crescita all'interno della propria organizzazione è più propenso a rimanervi, indipendentemente dal suo livello di sviluppo.

Il coaching, infatti, può aumentare l'impegno se inserito in una cultura organizzativa positiva.

Mito 10: Il coaching non comporta un aumento dei profitti

Infine, c'è scetticismo sul ritorno sull'investimento nel coaching, dubitando che comporti un reale aumento dei profitti per l'azienda.

Può essere visto come una spesa "soft" senza un impatto tangibile sui risultati economici.

Questa prospettiva ignora il collegamento diretto tra lo sviluppo individuale e le prestazioni organizzative.

Il coaching ha un impatto diretto sull'individuo, migliorandone le prestazioni e aumentando la produttività.

Quando i dipendenti sono più efficienti, più motivati, comunicano meglio e risolvono i problemi in modo più efficace, le loro prestazioni complessive migliorano.

Questa ottimizzazione porta direttamente a un aumento dei profitti per l'organizzazione, sia attraverso una maggiore efficienza, innovazione, fidelizzazione dei talenti o miglioramento della soddisfazione del cliente.

Sintesi

Il coaching non è una ricetta universale o una formula magica applicabile a tutti i tipi di situazioni o problemi. Il coaching ha uno scopo specifico: far crescere le persone e aiutarle a raggiungere gli obiettivi.

Chiunque può potenzialmente trarre beneficio dal coaching se ha il desiderio di crescere, cambiare o raggiungere obiettivi, smentendo che sia solo per determinati profili. Tuttavia, il coach deve discernere se è lo strumento adatto alla situazione, individuando i problemi profondi.

Il timore delle aziende che il coaching provochi abbandoni è semplicistico, poiché la fuga di talenti è dovuta a una cattiva gestione delle risorse umane. Il coaching può aumentare l'impegno se inserito in una cultura organizzativa positiva.


demistificare il coaching iii non e una ricetta universale e per tutti non causa abbandono aziendale aumenta i profitti

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