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Identificazione ed etichettatura

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Trascrizione Identificazione ed etichettatura


Precisione nel vocabolario emotivo

Il primo passo per gestire qualsiasi fenomeno psicologico è la capacità di nominarlo con precisione.

Spesso il malessere viene vissuto come una nebulosa di "sentirsi male" o "essere oppressi".

La capacità di etichettare richiede di specificare l'esatta qualità dell'esperienza: si tratta di frustrazione, delusione, ansia o malinconia?

Gli studi dimostrano che il semplice atto di attribuire un'etichetta verbale precisa a un'emozione diminuisce l'attività dell'amigdala cerebrale, riducendo l'intensità fisiologica della risposta.

Dire ad alta voce o a se stessi "in questo momento provo apprensione" attiva aree del cervello legate al controllo cognitivo, creando una distanza osservativa che permette di gestire il sentimento invece di esserne consumati.

Riconoscimento dei marcatori somatici

Le emozioni non sono solo eventi mentali, ma esperienze fisiologiche complete.

Ogni emozione ha una firma corporea distintiva che può fungere da sistema di allerta precoce prima che la cognizione cosciente registri il sentimento.

Ad esempio, la rabbia può manifestarsi inizialmente come calore al viso e tensione alle mani, mentre la paura può essere percepita come un vuoto allo stomaco o freddo alle estremità.

Allenare l'intercettazione, ovvero la capacità di percepire l'interno del corpo, consente di rilevare l'escalation emotiva nelle sue fasi iniziali.

Osservando i cambiamenti nella respirazione, nella tensione muscolare o nel ritmo cardiaco, è possibile intervenire con tecniche di regolazione prima di raggiungere il punto di sovraccarico o di sequestro emotivo.

Convalida dell'esperienza interna

Il processo di identificazione deve essere accompagnato da un atteggiamento di convalida interna.

Ciò implica riconoscere che l'emozione presente è legittima e ha senso nel contesto attuale, anche se è dolorosa o se l'individuo vorrebbe non provarla.

Quando si identifica un'emozione, si dovrebbe evitare di giudicare se sia "giusta" o "sbagliata".

Se emerge l'invidia, ad esempio, l'obiettivo è etichettarla ("questa è invidia") e convalidarla ("è naturale provare questo sentimento quando si vede il successo degli altri mentre ci si sente bloccati"), invece di sopprimerla perché considerata moralmente riprovevole.

Questa accettazione paradossale facilita il naturale corso dell'emozione, come un'onda che sale e scende, invece di rimanere bloccata dalla resistenza.

Sommario

Il primo passo nella gestione è nominare l'esperienza con precisione e accuratezza. Etichettare verbalmente l'emozione riduce l'attività dell'amigdala cerebrale e diminuisce l'intensità fisiologica della risposta .

Le emozioni hanno segni distintivi nel corpo che fungono da allarmi precoci prima della piena consapevolezza. Allenarsi a intercettare i segnali fisici permette di intervenire prima che si verifichi il sequestro emotivo .

L'identificazione richiede una convalida interna, riconoscendo la legittimità del sentimento senza giudicarlo come "sbagliato". Questa accettazione permette all'emozione di fluire naturalmente come un'onda, invece di essere bloccata dalla resistenza .


identificazione ed etichettatura

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