INSERIRE

REGISTRARSI
Ricercatore

Comportamenti autodistruttivi e coping

Seleziona la lingua :

Devi consentire i cookie di Vimeo per poter visualizzare il video.

Sblocca il corso completo e ottieni la certificazione!

Stai visualizzando il contenuto gratuito. Sblocca il corso completo per ottenere certificato, esami e materiale scaricabile.

*Con l’acquisto del corso ti regaliamo due corsi a tua scelta*

*Scopri la migliore offerta del web*

Trascrizione Comportamenti autodistruttivi e coping


Analisi funzionale dell'autodistruzione

I comportamenti autodistruttivi (come l'autolesionismo, i comportamenti a rischio o l'autosabotaggio) non sono casuali, ma seguono una logica funzionale interna.

In genere, sono metodi di coping appresi che forniscono un sollievo rapido ed efficace a breve termine da un dolore insopportabile, anche se disastrosi a lungo termine.

Il primo passo è riconoscere che questi comportamenti "funzionano" per regolare le emozioni (ad esempio, il dolore fisico può distrarre dal dolore emotivo o liberare endorfine), per poi smantellarne l'utilità complessiva.

Si aiuta l'individuo a vedere questi comportamenti non come "follie", ma come strumenti difettosi che devono essere sostituiti da altri che svolgano la stessa funzione di sollievo senza il costo associato alla distruzione fisica o sociale.

Valutazione dei costi e dei benefici

Per motivare il cambiamento, viene utilizzata rigorosamente l'analisi dei costi delle attuali strategie di coping.

Spesso, il sollievo immediato acceca l'individuo di fronte alle conseguenze cumulative.

Attraverso esercizi scritti, si esplora in dettaglio il prezzo da pagare per quel sollievo momentaneo: cicatrici permanenti, vergogna, perdita di fiducia da parte dei propri cari o deterioramento della salute.

Questi costi vengono messi a confronto con i benefici derivanti dal tollerare il disagio senza agire in modo distruttivo.

Questo processo cognitivo cerca di rendere il comportamento "ego-distonico" (cioè che l'individuo lo percepisca come estraneo ai propri obiettivi e valori), rompendo l'illusione che l'autodistruzione sia un'alleata o un rifugio sicuro.

Pianificazione di emergenza e alternative sicure

Poiché la volontà spesso viene meno nei momenti di forte eccitazione emotiva, è fondamentale disporre di un piano di emergenza prestabilito e scritto.

Questo piano include una serie di comportamenti alternativi che forniscono una stimolazione sensoriale intensa per contrastare l'impulso autodistruttivo, ma in modo sicuro (tecniche di "riduzione del danno").

Gli esempi includono tenere in mano cubetti di ghiaccio fino a provare dolore (freddo intenso senza danni ai tessuti), dipingere sulla pelle con un pennarello rosso invece di tagliarsi, o fare esercizio fisico esplosivo.

Avere queste opzioni a portata di mano e metterle in pratica riduce la probabilità di ricadere nella vecchia abitudine quando si ver


comportamenti autodistruttivi e coping

Pubblicazioni recenti di terapia dialettico comportamentale

Ci sono errori o miglioramenti?

Dov'è l'errore?

Cosa c'è che non va?

Cerca