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Ciclo dell'abuso e recupero

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Trascrizione Ciclo dell'abuso e recupero


Fasi: Idealizzazione, Svalutazione, Scarto, Hoovering

L'abuso narcisistico segue un ciclo prevedibile e ripetitivo. Inizia con l'idealizzazione, in cui la vittima viene messa su un piedistallo e saturata di attenzioni positive per creare un legame forte.

Inevitabilmente, segue la svalutazione, in cui l'aggressore inizia a criticare in modo sottile o aperto, a ritirare l'affetto e ad applicare punizioni emotive, lasciando la vittima confusa e desiderosa di recuperare lo stato precedente.

Quando la vittima non serve più agli scopi dell'aggressore o è esausta, avviene lo Scarto, una rottura fredda e spesso brutale.

Tuttavia, il ciclo non finisce sempre qui; spesso compare l'Hoovering (aspirapolvere), dove l'aggressore cerca di "risucchiare" la vittima nella relazione con falsi rimorsi o promesse di cambiamento, ricominciando il ciclo se la vittima cede.

Struttura della terapia per il recupero

Il trattamento terapeutico per i sopravvissuti a questo tipo di abuso deve essere strutturato e convalidante.

Il primo passo è aiutare il cliente a verbalizzare la sua esperienza e dare un nome a ciò che è accaduto, portando la storia dalla confusione interna alla luce oggettiva.

Successivamente, si lavora per identificare e smantellare i meccanismi di coping disadattivi che la vittima ha sviluppato per sopravvivere (come l'isolamento, l'eccessiva sottomissione o il consumo di sostanze).

Il terapeuta utilizza strumenti DBT per regolare la tempesta emotiva che ne deriva e stabilizzare il sistema nervoso, consentendo al cliente di elaborare il trauma senza essere nuovamente vittimizzato dai propri sintomi.

Ricostruzione dell'autostima e dei confini

La fase finale e continua del recupero implica la ricostruzione del sé. Ciò significa accettare che la persona di cui la vittima si è innamorata era una proiezione o una maschera, non una realtà, il che è un lutto doloroso ma necessario.

Si lavora per rafforzare l'autostima indipendente dalla convalida esterna e per stabilire limiti fermi ("Contatto Zero" o "Pietra Grigia") per prevenire futuri abusi.

L'obiettivo è che la persona recuperi la propria autonomia, impari a individuare i "segnali di allarme" nelle nuove relazioni e trasformi l'esperienza di vittimizzazione in un'esperienza di saggezza e empowerment, chiudendo definitiva


ciclo dellabuso e recupero

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