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Accettazione radicale

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Trascrizione Accettazione radicale


L'equazione della sofferenza e della resistenza

L'accettazione radicale si basa su una premessa fondamentale per la regolazione emotiva: il dolore è una parte intrinseca e inevitabile dell'esistenza umana, mentre la sofferenza è il risultato facoltativo del non accettare tale dolore.

Quando la realtà presenta circostanze dolorose - come una perdita, un fallimento o una limitazione fisica - e l'individuo si rifiuta di riconoscerle, lottando interiormente con pensieri del tipo "questo non dovrebbe accadere", si genera un ulteriore sofferenza che prolunga e amplifica il disagio originale.

Questa resistenza agisce come un amplificatore che trasforma il dolore puro in un'agonia sporca e persistente.

L'abilità richiede di adottare un atteggiamento di totale riconoscimento dei fatti presenti, passati e delle limitazioni attuali, comprendendo che la realtà è l'unico punto di partenza possibile per qualsiasi cambiamento futuro.

Senza questa accettazione, l'individuo rimane intrappolato nell'amarezza e nella paralisi, incapace di andare avanti.

Distinzione tra accettazione, approvazione e passività

È fondamentale chiarire che accettare radicalmente non è sinonimo di approvare, volere o essere d'accordo con la situazione dolorosa. Né implica una rassegnazione passiva o diventare uno "zerbino".

Accettare significa semplicemente riconoscere che i fatti sono quelli che sono, senza distorsioni o negazioni.

Ad esempio, se un progetto professionale in cui è stato investito molto tempo viene improvvisamente cancellato, l'accettazione radicale non implica che all'individuo piaccia il risultato o che smetta di cercare nuove opportunità.

Significa riconoscere che il progetto è finito, senza sprecare energie mentali rimuginando sull'ingiustizia del fatto o immaginando realtà alternative in cui il progetto continua.

Questa chiarezza permette di agire in modo efficace; si accetta la pioggia per poter aprire l'ombrello, invece di bagnarsi mentre si grida al cielo chiedendo il sole.

L'accettazione è, paradossalmente, il primo passo attivo verso la trasformazione di una realtà insoddisfacente.

Il costo della lotta contro la realtà

Rifiutarsi di accettare la realtà ha un prezzo psicologico e fisico elevato. Condurre una guerra costante contro i fatti consuma risorse cognitive che potrebbero essere destinate alla risoluzione dei problemi o alla cura di sé.

Questa lotta si manifesta spesso come un capriccio interiore che acceca l'individuo di fronte alle opzioni disponibili nel presente.

Inoltre, la mancanza di accettazione porta spesso a comportamenti impulsivi volti a sfuggire momentaneamente alla realtà, il che spesso peggiora la situazione a lungo termine.

Ad esempio, negare la realtà di un debito finanziario può portare a continuare a spendere in modo imprudente, aggravando il problema originale.

Praticando l'accettazione radicale, si riduce l'intensità dell'angoscia emotiva, trasformando la sofferenza insopportabile in un dolore gestibile che può essere elaborato e alla fine superato.

Sommario

L'accettazione radicale distingue tra il dolore inevitabile della vita e la sofferenza facoltativa che deriva dal resistergli. Negare la realtà amplifica il disagio dell'origina , trasformando il dolore puro in un'agonia persistente che paralizza l'individuo.

È fondamentale capire che accettare non significa approvare, volere o rassegnarsi passivamente a una situazione dolorosa. Significa riconoscere i fatti così come sono per poter agire in modo efficace, poiché solo partendo dalla realtà è possibile trasformarla.

Condurre una guerra costante contro i fatti consuma risorse cognitive vitali e spesso porta a comportamenti impulsivi di fuga. Praticare l'accettazione riduce l'intensità dell'angoscia, trasformando la sofferenza insopportabile in un dolore gestibile che può essere elaborato.


accettazione radicale

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