Trascrizione Disturbo di panico
Distinzione tra attacco e disturbo
Avere un attacco di panico isolato non costituisce un disturbo.
Il disturbo di panico viene diagnosticato quando, dopo aver sofferto uno o più attacchi, la persona prova per almeno un mese una preoccupazione persistente di avere un altro attacco o delle sue conseguenze (ad esempio "avrò un infarto", "perderò il controllo").
Ciò porta a un cambiamento disadattivo nel comportamento, come evitare di fare esercizio fisico o uscire di casa, nel tentativo di prevenire nuove crisi.
Anatomia dell'attacco di panico
Un attacco di panico è definito come un'improvvisa ondata di paura o intenso disagio che raggiunge il suo picco in pochi minuti.
Per essere diagnosticato, devono essere presenti almeno quattro sintomi fisici o cognitivi, quali: palpitazioni o tachicardia, sudorazione, tremori, sensazione di soffocamento o mancanza di respiro, dolore al petto, nausea, vertigini, brividi o calore, parestesie (formicolio), derealizzazione (sensazione di irrealtà) o depersonalizzazione.
A livello cognitivo, i sintomi più spaventosi sono la paura di morire, la paura di impazzire o la paura di perdere il controllo delle proprie azioni.
È questa interpretazione catastrofica che trasforma una reazione fisica in puro terrore.
Il modello cognitivo del panico (circolo vizioso)
Il modello cognitivo spiega il panico come un errore di interpretazione. Il ciclo inizia con un fattore scatenante (interno o esterno) o una sensazione fisica normale (ad esempio una leggera tachicardia dovuta al fatto di salire le scale).
La persona percepisce questo come una minaccia. Questa percezione attiva la risposta d'ansia, che intensifica i sintomi fisici.
Il punto critico è l'errata interpretazione catastrofica: "Il mio cuore batte forte, quindi sto avendo un infarto".
Questa interpretazione scatena il terrore, che a sua volta rilascia più adrenalina, accelerando ulteriormente il cuore e confermando apparentemente l'ipotesi dell'infarto.
Il paziente entra in un circolo vizioso in cui la paura dei sintomi genera ulteriori sintomi.
Sommario
Questo disturbo viene diagnosticato quando, dopo attacchi di panico, persiste la paura di ripeterli o delle loro conseguenze. Ciò genera cambiamenti comportamentali disadattivi e di evitamento nel tentativo di prevenire crisi future.
L'attacco è un'improvvisa ondata di paura intensa con sintomi fisici come tachicardia o soffocamento. A livello cognitivo, ciò che definisce il panico è l'interpretazione catastrofica di morire, impazzire o perdere il controllo.
Il modello cognitivo spiega il panico come un circolo vizioso di interpretazioni errate. Una sensazione fisica normale viene percepita come una grave minaccia, scatenando la paura e amplificando i sintomi che confermano il pericolo.
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