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Dialogo interno costruttivo

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Trascrizione Dialogo interno costruttivo


Sviluppo di scenari di sopravvivenza

Le persone traumatizzate tendono ad avere un dialogo interno punitivo, pieno di sensi di colpa e recriminazioni.

L'obiettivo di questo punto è aiutare il paziente a riscrivere quella sceneggiatura, trasformando le accuse in dichiarazioni di sopravvivenza.

Si utilizzano strumenti tangibili come biglietti, note sul cellulare o registrazioni audio che il paziente può consultare quando sorgono pensieri intrusivi.

Invece di permettere alla mente di ripetere automaticamente la narrativa della vittima colpevole, vengono progettate frasi "ancora" che convalidano la resilienza e la capacità di essere sopravvissuti a circostanze estreme.

Queste affermazioni devono essere credibili e basate sulle prove discusse in terapia.

Sostituzione del "Avrei dovuto fare" con "Ho fatto del mio meglio"

Uno dei pensieri più corrosivi nel PTSD è il rimuginare controfattuale: "Avrei dovuto gridare", "Avrei dovuto correre più veloce", "Non avrei dovuto andare lì". Questo pensiero ignora lo stato di reale impotenza del momento.

L'intervento consiste nel sostituire sistematicamente il "Avrei dovuto..." con l'affermazione: "Ho fatto del mio meglio con le risorse e le informazioni che avevo in quel momento".

Si ricorda al paziente che, di fronte a una minaccia vitale, il cervello dà la priorità alla sopravvivenza (a volte attraverso la paralisi o la sottomissione) e che qualsiasi azione che abbia portato a rimanere in vita è stata, per definizione, un successo biologico.

Riformulazione dell'identità: da "distrutto" a "trasformato"

Infine, si affronta la convinzione centrale di essere "rotti" o "danneggiati in modo permanente". Molti sopravvissuti sentono che il trauma ha privato loro della loro essenza.

Il dialogo interno deve essere orientato al riconoscimento che, nonostante il dolore e le cicatrici, l'identità non è stata annientata, ma trasformata.

Se il paziente pensa "Sono debole perché mi è successo questo", viene guidato verso la ristrutturazione: "Sono un sopravvissuto a qualcosa che non tutti hanno dovuto affrontare".

Si enfatizza la forza necessaria per continuare a vivere e cercare aiuto dopo l'evento, convalidando il coraggio attuale invece di giudicare la vulnerabilità passata.

Sommario

L'obiettivo è riscrivere il dialogo interno punitivo trasformandolo in sceneggiature di sopravvivenza. Vengono progettate affermazioni credibili che convalidano la resilienza del paziente di fronte ai pensieri intrusivi di colpa.

Il senso di colpa del "avrei dovuto fare" viene sostituito dall'accettazione di aver fatto del proprio meglio. Si riconosce che qualsiasi azione che abbia garantito la sopravvivenza è stata un successo biologico indiscutibile.

Infine, si ristruttura l'identità dal sentirsi "danneggiati" al sentirsi "trasformati". Si convalida il coraggio necessario per cercare aiuto e continuare a vivere, concentrandosi sull'attuale forza del sopravvissuto.


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