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Diagnosi dell'anoressia nervosa

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Trascrizione Diagnosi dell'anoressia nervosa


Restrizione energetica e peso corporeo

Il criterio fondamentale per la diagnosi dell'anoressia nervosa è la restrizione persistente dell'apporto energetico.

Ciò porta a un peso corporeo significativamente basso rispetto a quello considerato minimamente normale per l'età, il sesso, il corso dello sviluppo e la salute fisica del paziente.

Clinicamente, non si tratta semplicemente di essere "magri", ma di una condizione in cui l'indice di massa corporea (IMC) scende a livelli che compromettono la salute fisiologica (ad esempio, un IMC inferiore a 17 negli adulti è considerato lieve, mentre inferiore a 15 è estremo).

La persona mantiene questa restrizione nonostante le evidenti conseguenze negative per il proprio organismo.

Paura intensa e distorsione percettiva

La seconda componente è una paura intensa e irrazionale di aumentare di peso o di "ingrassare", anche quando la persona si trova in uno stato di evidente malnutrizione.

Questa paura non diminuisce con la perdita di peso; paradossalmente, tende ad aumentare.

A ciò si aggiunge una profonda alterazione nella percezione della propria immagine corporea (dismorfia).

L'individuo valuta la propria autostima basandosi quasi esclusivamente sulla propria silhouette e sul proprio peso, negando la gravità medica del proprio attuale sottopeso.

L'autovalutazione è talmente distorta che l'estrema magrezza è percepita come un risultato di autocontrollo e qualsiasi aumento di peso come un fallimento morale inaccettabile.

Classificazione dei sottotipi clinici

Il DSM-5 distingue due presentazioni principali. Il tipo restrittivo è caratterizzato dal fatto che la perdita di peso è ottenuta principalmente attraverso diete estreme, digiuni prolungati ed esercizio fisico eccessivo, senza episodi ricorrenti di abbuffate o purghe negli ultimi tre mesi.

D'altra parte, il tipo con abbuffate/purghe implica che l'individuo, oltre a limitarsi, ricorra a episodi di ingestione compulsiva seguiti da comportamenti compensatori immediati, come il vomito autoindotto o l'uso di lassativi e diuretici.

È fondamentale distinguere quest'ultima dalla bulimia nervosa, poiché


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