Trascrizione Definizione e componenti della mindfulness
La consapevolezza come regolazione dell'attenzione
La Mindfulness, o attenzione piena, è definita clinicamente come la capacità di mantenere l'attenzione focalizzata sull'esperienza immediata del momento presente.
Non si tratta semplicemente di rilassarsi o di svuotare la mente, ma di una regolazione intenzionale dell'attenzione.
Secondo esperti come Kabat-Zinn, implica "prestare attenzione in un modo particolare: intenzionalmente, nel momento presente e senza giudicare".
Ciò significa che l'individuo dirige volontariamente la propria attenzione verso ciò che sta accadendo qui e ora, sia che si tratti di un'esperienza esterna (suoni, sensazioni tattili) o interna (pensieri, battiti cardiaci), evitando che la mente divaghi automaticamente verso il passato (rimuginare) o verso il futuro (preoccuparsi).
L'atteggiamento di apertura e accettazione
Il secondo elemento essenziale è l'atteggiamento con cui si affronta l'esperienza. È necessario un orientamento all'apertura, all'accettazione e alla curiosità.
Ciò implica relazionarsi con gli eventi mentali e fisici senza etichettarli come "buoni" o "cattivi" e senza cercare di cambiarli, sopprimerli o aggrapparsi ad essi.
Ad esempio, se durante la pratica emerge una sensazione di prurito o un pensiero di noia, l'istruzione non è quella di grattarsi immediatamente o di criticarsi per essere annoiati, ma di notare quella sensazione con curiosità ("wow, sento prurito qui") e accettarla come parte dell'esperienza presente.
Questo atteggiamento di "non giudizio" è fondamentale per rompere i cicli di reattività emotiva automatica.
Differenza tra consapevolezza e pensiero
È fondamentale distinguere tra pensare all'esperienza ed essere consapevoli dell'esperienza. La Mindfulness cerca l'esperienza diretta.
Se una persona sta mangiando una mela, "pensare" significherebbe analizzarne le calorie o ricordarsi che deve comprare altra frutta.
"Essere consapevoli" (Mindfulness) sarebbe notare la consistenza della buccia, l'esplosione di sapore quando la si morde, il suono dello scricchiolio e la sensazione di deglutire.
La pratica clinica allena il paziente a uscire dalla modalità "fare/analizzare" ed entrare nella modalità "essere/sentire", riducendo così
definizione e componenti della mindfulness