Trascrizione Teoria del quadro relazionale (RFT) di base
La capacità umana di mettere in relazione concetti in modo arbitrario
Per comprendere perché soffriamo nel modo in cui soffriamo, è indispensabile comprendere la base teorica su cui si fonda questo modello: la Teoria del Quadro Relazionale (RFT, dall'acronimo inglese).
Questa teoria postula che ciò che distingue la cognizione umana è la nostra capacità di stabilire relazioni tra stimoli che non sono collegati dalle loro proprietà fisiche, ma da convinzioni sociali e verbali arbitrarie.
Mentre un animale ha bisogno di un'esperienza diretta per imparare (ad esempio, deve toccare il fuoco per sapere che brucia), noi esseri umani possiamo imparare e reagire emotivamente attraverso il linguaggio e la deduzione.
Immaginiamo un esempio quotidiano: se ricevi una lettera raccomandata con il logo dell'agenzia delle entrate, il tuo battito cardiaco può accelerare istantaneamente prima ancora di aprirla. Fisicamente, si tratta solo di carta e inchiostro; non c'è alcuna minaccia biologica reale in quella busta.
Tuttavia, la tua mente ha stabilito una relazione di equivalenza tra quel logo e concetti come "multa", "perdita di denaro" o "problemi legali".
Attraverso schemi relazionali, colleghiamo uno stimolo neutro (una busta) a una minaccia vitale, provocando una risposta di paura reale.
Questa capacità è meravigliosa per la civiltà, perché ci permette di pianificare e costruire, ma ha un costo elevato: il nostro sistema di allerta si attiva costantemente di fronte a pericoli che sono puramente simbolici.
L'onnipresenza della sofferenza attraverso la bidirezionalità
Il linguaggio umano possiede una proprietà chiamata bidirezionalità. Se ti insegno che la parola "fuoco" rappresenta la fiamma fisica, quando vedrai la fiamma penserai alla parola, e quando sentirai la parola potrai immaginare la fiamma e percepire il pericolo.
Ciò significa che possiamo portare la sofferenza nel momento presente con la semplice menzione di una parola o di un pensiero.
Un animale può essere triste se gli viene portato via il suo cucciolo in quel momento, ma non soffre anticipando che tra tre anni potrebbe perderlo, né si deprime un martedì pensando a ciò che ha perso giovedì scorso. Noi esseri umani, grazie al linguaggio, rompiamo le barriere del tempo.
Possiamo stare seduti su un comodo divano, in una stanza climatizzata e sicura, e tuttavia vivere un inferno interiore perché la nostra mente sta collegando il momento presente a un fallimento lavorativo di dieci anni fa o alla possibilità immaginaria di rimanere soli nella vecchiaia.
Questa capacità di collegare "tutto con tutto" rende la sofferenza psicologica onnipresente.
Non è necessario che l'evento doloroso sia fisicamente presente; è sufficiente che la nostra mente stabilisca la relazione verbale affinché il corpo reagisca con la stessa intensità chimica ed emotiva che avrebbe se l'evento stesse accadendo qui e ora.
Sommario
La Teoria del Quadro Relazionale postula che la cognizione umana si distingue per la sua capacità di stabilire relazioni arbitrarie tra stimoli attraverso il linguaggio, senza bisogno di esperienza diretta.
Attraverso questi collegamenti, connettiamo stimoli neutri a concetti minacciosi, provocando risposte emotive reali di fronte a pericoli puramente simbolici, attivando il nostro sistema di allerta attraverso semplici parole o associazioni.
Questa bidirezionalità del linguaggio permette di portare la sofferenza nel presente, collegando il "qui e ora" con dolori passati o futuri, rendendo il disagio psicologico onnipresente e costante.
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