Trascrizione Tecniche di visualizzazione profonda
L'esercizio della retrospettiva vitale: osservare l'eredità finale
Uno degli strumenti più potenti per aggirare le difese intellettuali e connettersi con ciò che conta davvero è l'uso della prospettiva retrospettiva.
Spesso, nella vita quotidiana, siamo troppo presi dall'urgenza dell'immediato o dall'evitare il disagio per vedere il quadro generale.
Per contrastare questo fenomeno, utilizziamo esercizi che collocano il cliente alla fine della sua vita, guardando indietro.
L'obiettivo non è morboso, ma chiarificatore: la morte è il contesto che dà senso alla vita.
Immaginando che il tempo sia finito, le preoccupazioni banali (come la paura del giudizio altrui o l'ansia di commettere un errore) tendono a svanire, lasciando spazio ai desideri più profondi.
Una variante classica di questo esercizio consiste nel chiedere alla persona di chiudere gli occhi e immaginare di partecipare a un evento in suo onore tra molti anni, magari la celebrazione del suo novantesimo compleanno o addirittura il suo funerale.
In questa visualizzazione, il cliente ascolta i discorsi delle persone più importanti della sua vita (partner, figli, amici, colleghi).
La domanda chiave non è "Cosa dicono?", ma "Cosa vorresti, nel profondo del tuo cuore, sentirli dire su come hai vissuto?".
Ad esempio, invece di immaginare che qualcuno dica "aveva molti soldi" o "non provava mai ansia", il cliente potrebbe scoprire di voler sentire: "Era un , una persona che ascoltava sempre con pazienza" o "Ha osato vivere avventure nonostante la sua paura".
Questa discrepanza tra ciò che vorrebbe sentire e ciò che sta facendo oggi rivela i valori dimenticati.
La consultazione con il "Sé Futuro": accedere alla saggezza interiore
Un'altra tecnica di visualizzazione efficace è l'incontro con il "Sé Futuro". Spesso i clienti arrivano in terapia sentendosi persi, convinti di non avere le risposte.
Tuttavia, la premessa qui è che la saggezza è già dentro di loro, ma è bloccata dal rumore mentale del presente.
Guidiamo la persona in un viaggio immaginario dieci o vent'anni nel futuro, dove incontra una versione di sé stessa che ha già percorso il cammino, una versione più anziana, saggia e compassionevole.
In questo esercizio, il cliente è invitato a osservare il suo "io futuro": che aspetto ha? Cosa trasmette la sua postura? Che tipo di serenità proietta? Poi gli viene chiesto di porre domande sul dilemma attuale.
Ad esempio, immaginiamo qualcuno indeciso se cambiare carriera. Potrebbe chiedere al suo io futuro: "Ne è valsa la pena rischiare?".
La risposta che emerge spontaneamente nell'immaginazione è spesso un riflesso diretto dei valori della persona, libero dalle paure a breve termine.
Forse il sé futuro risponderà: "L'importante non è stato il successo che abbi
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