Trascrizione Tecniche di distanziamento verbale
La strategia della desliteralizzazione mediante prefissi linguistici
Uno dei modi più accessibili e rapidi per iniziare a praticare la defusione cognitiva è attraverso semplici interventi verbali che alterano la struttura grammaticale dei nostri pensieri.
Quando siamo fusi, i nostri pensieri si presentano come descrizioni assolute della realtà. Ad esempio, una persona può avere il pensiero: "Nessuno mi rispetta".
In questo formato, la frase sembra una verità immutabile, un fatto compiuto sul mondo esterno.
Il primo passo tecnico consiste nell'etichettare questo evento privato per quello che è realmente: un processo mentale. La tecnica consiste nell'aggiungere un prefisso alla frase originale.
Istruiamo la persona a riformulare la frase dicendo: "Sto avendo il pensiero che nessuno mi rispetti".
Sebbene il contenuto rimanga negativo, l'esperienza soggettiva cambia leggermente; si introduce una piccola distanza tra il pensatore e il pensiero.
Una volta padroneggiato questo passaggio, possiamo aggiungere un secondo livello di osservazione metacognitiva: "Sto notando che sto pensando che nessuno mi rispetta".
Questo esercizio, anche se sembra un gioco di parole, ha un potente effetto neurologico e psicologico: attiva aree cerebrali associate all'auto-osservazione e diminuisce la reattività emotiva.
Passiamo dall'essere vittime di una realtà ostile all'essere osservatori di una narrazione interna sull'ostilità.
La personificazione della mente: dare un nome al narratore
Un'altra tecnica efficace per oggettivare il flusso dei pensieri è trattare la propria mente come un'entità separata, un personaggio con cui conviviamo ma che non siamo noi.
Spesso ci identifichiamo totalmente con quella voce interiore che commenta la nostra vita 24 ore al giorno.
Per rompere questa identificazione, si suggerisce al cliente di dare un nome alla propria mente.
Questo nome dovrebbe essere preferibilmente umoristico o neutro, evitando connotazioni di odio.
Ad esempio, qualcuno potrebbe chiamare la propria mente "La Radio del Dramma", "Signor Perfetto" o "Il Commentatore Sportivo".
Quando sorgono pensieri di preoccupazione o autocritica, invece di discuterne, la persona può salutare internamente questo personaggio: "Ah, ciao Radio del Dramma, vedo che oggi stai trasmettendo il programma 'Tutto andrà male', grazie per il tuo contributo".
Questa tecnica di personificazione permette di ascoltare il contenuto mentale senza l'obbligo di obbedirgli.
Riconosciamo che la funzione della mente è quella di generare pensieri (come la funzione dei reni è quella di filtrare il sangue) e che non dobbiamo necessariamente considerare ogni prodotto di quell'organo come un ordine esecutivo.
Stabiliamo un rapporto di convivenza cortese ma distaccato con il nostro dialogo interiore.
Sommario
Un modo accessibile per praticare la defusione è alterare la struttura grammaticale dei pensieri. Invece di affermare "nessuno mi rispetta" come una verità assoluta, aggiungiamo prefissi come "sto avendo il pensiero che...".
Questo semplice cambiamento linguistico introduce una distanza vitale tra il pensatore e il pensiero. Attiva aree cerebrali di auto-osservazione, riducendo la reattività emotiva e trasformando la persona da vittima a osservatore della propria narrazione.
Un'altra tecnica efficace è quella di personificare la mente come un'entità separata con un nome, come "Radio Drama". Questo permette di ascoltare il dialogo interno con cortesia ma con distacco, senza l'obbligo di obbedire ai suoi comandi.
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