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Non linearità del trattamento

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Trascrizione Non linearità del trattamento


La danza flessibile attraverso i processi dell'Hexaflex

A differenza di altri protocolli manualizzati che richiedono di seguire un ordine rigido (Sessione 1: Psicoeducazione, Sessione 2: Rilassamento, ecc.), l'ACT funziona come un modello non lineare.

I sei processi dell'Hexaflex (Accettazione, Defusione, Presente, Io Contesto, Valori, Azione) sono tutti interconnessi ed è possibile accedere al sistema da uno qualsiasi di essi.

Il terapeuta deve essere come un musicista jazz, capace di improvvisare e passare da una nota all'altra a seconda di ciò che la situazione richiede in tempo reale.Ad esempio, un terapeuta potrebbe aver pianificato di lavorare sui "Valori" in una sessione.

Tuttavia, il cliente arriva in uno stato di panico acuto perché ha avuto una discussione. In quel momento, insistere nel parlare di valori sarebbe inutile e fuori luogo.

Il terapeuta deve passare con flessibilità al "Contatto con il momento presente" e all'"Accettazione" per ancorare il cliente.

Pochi minuti dopo, se il cliente inizia a dire "sono un disastro, rovino sempre tutto", il terapeuta passa fluidamente alla "Defusione" e all'"Io come Contesto".

Non esiste un ordine corretto prestabilito; l'ordine corretto è quello dettato dalle barriere che il cliente presenta qui e ora.

Questa flessibilità richiede che il terapeuta conosca bene il modello per non perdersi, permettendogli di danzare con la resistenza del cliente invece di cercare di forzarla in uno schema rigido.

Il pericolo di una valutazione prematura dei risultati

Poiché l'ACT lavora minando le strategie di controllo abituali del cliente (disperanza creativa), è frequente che nelle prime fasi del trattamento il cliente si senta confuso o addirittura provi un temporaneo aumento del disagio.

Quando si eliminano le stampelle dell'evitamento (come smettere di bere per calmarsi o smettere di evitare le situazioni sociali), il dolore emotivo sottostante emerge con più forza prima che le nuove capacità di accettazione si siano consolidate.

Per questo motivo, è fondamentale evitare una valutazione prematura dei risultati basata sulla riduzione dei sintomi.

Se giudichiamo la terapia nella sessione 3 basandoci su "ti senti più felice?", la risposta potrebbe essere "no, mi sento più ansioso perché ora sto affrontando cose che prima evitavo".

Il terapeuta deve educare psicologicamente il cliente su questa curva di apprendimento: proprio come pulire una ferita profonda fa più male prima di iniziare a guarire, o come riordinare un armadio implica tirare fuori tutto e creare temporaneamente più caos, la terapia dell'accettazione spesso implica "sentire di più" per poter "vivere meglio".

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