Trascrizione Metafore dell'inefficacia del controllo
Metafore di restrizione e amplificazione del problema
Per illustrare questi concetti in modo esperienziale e non solo intellettuale, utilizziamo metafore potenti. Una delle più efficaci è quella della "trappola cinese per le dita".
Si tratta di un piccolo tubo di paglia intrecciata in cui si inseriscono le dita indici da entrambe le estremità.
Se si cerca di estrarre le dita tirando verso l'esterno (la reazione istintiva di fuga e lotta), il tubo si allunga e il suo diametro si riduce, intrappolando le dita con più forza. Più si lotta e si tira, più si rimane intrappolati.
L'unico modo per liberarsi è fare qualcosa di controintuitivo: spingere le dita verso l'interno, verso il centro del tubo. Avvicinandosi al problema, il tubo si allarga e le dita vengono liberate.
Allo stesso modo, avvicinandoci alla nostra ansia e smettendo di fuggire da essa, recuperiamo la nostra libertà di movimento. Un'altra metafora utile è quella delle sabbie mobili.
Quando cadiamo nelle sabbie mobili, l'istinto è quello di lottare, scalciare e cercare di uscire rapidamente. Ma proprio quell'agitazione fisica è ciò che ci fa affondare più rapidamente a causa dell'effetto ventosa.
L'unico modo per sopravvivere è fare l'opposto di ciò che ci suggerisce l'istinto: distendere il corpo, aumentare la superficie di contatto e galleggiare tranquillamente.
Smettere di lottare contro la sabbia non significa che ci piace la sabbia, significa che vogliamo sopravvivere.
In terapia, insegniamo a "galleggiare" sulle emozioni intense invece di scalciare contro di esse.
La metafora del tiro alla fune con il mostro
Immagina di trovarti sul bordo di un precipizio senza fondo, a giocare al tiro alla fune con un mostro enorme e orribile che rappresenta le tue paure, le tue insicurezze e i tuoi ricordi dolorosi.
Tra te e il mostro c'è un profondo fossato. Il mostro tira la corda cercando di trascinarti nel fossato.
La tua reazione naturale è quella di tirare la corda con tutte le tue forze nella direzione opposta per salvarti e trascinare il mostro nel buco. Ma il mostro è instancabile e molto forte.
Passi la vita a tirare, con i muscoli in tensione, sudando, senza poter fare altro che mantenere quella tensione per non cadere.
La terapia pone una domanda: cosa succederebbe se, invece di cercare di vincere la partita di forza, lasciassi semplicemente andare la corda? Il mostro sarebbe ancora lì, dall'altra parte, urlando ed essendo brutto (perché non possiamo eliminare i pensieri negativi), ma tu non saresti più legato a lui.
Le tue mani sarebbero libere di fare altre cose, i tuoi piedi liberi di camminare in un'altra direzione. Lasciare la corda non elimina il mostro, ma elimina la lotta.
Questa metafora riassume l'essenza del passaggio dall'agenda del controllo all'accettazione: smettiamo di sprecare la nostra vita in una battaglia che non possiamo vincere per iniziare a usare la nostra libertà.
Sommario
Si utilizzano metafore come la "trappola cinese per le dita", dove tirare verso l'esterno per liberarsi non fa altro che intrappolare ancora di più le dita, illustrando che la soluzione controintuitiva è avvicinarsi al problema per liberarsene.
La metafora delle sabbie mobili insegna che lottare istintivamente e scalciare serve solo a farci affondare più velocemente, mentre l'unico modo per sopravvivere è distendersi e galleggiare tranquillamente.
Nel "tira e molla con il mostro", impariamo che lasciare la corda non elimina il mostro dall'altra parte, ma ci libera le mani e i piedi per fare cose importanti.
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