Trascrizione La trappola del controllo
L'inefficacia delle strategie di controllo nel mondo interiore
Uno dei pilastri centrali di questa terapia è l'identificazione e la disattivazione di ciò che chiamiamo "agenda di controllo".
Questa agenda si basa sulla convinzione errata che possiamo e dobbiamo controllare i nostri pensieri e le nostre emozioni allo stesso modo in cui controlliamo il mondo fisico.
Nella nostra vita quotidiana, la regola del controllo funziona perfettamente per circa il 95% dei nostri problemi esterni: se una lampadina si brucia, la cambiamo; se c'è sporcizia sul pavimento, la spazziamo; se abbiamo freddo, accendiamo il riscaldamento.
Questa logica meccanica di "individuare il problema - applicare la soluzione - eliminare il problema" è così efficace all'esterno che diamo automaticamente per scontato che debba essere applicata anche all'interno.
Tuttavia, quando cerchiamo di applicare questa regola al restante 5%, che corrisponde al nostro mondo psicologico, il meccanismo fallisce clamorosamente.
Se proviamo a "eliminare" un ricordo doloroso o a "spegnere" l'ansia come se fosse una lampadina, scopriamo che non abbiamo accesso a quel tipo di interruttori.
A differenza degli oggetti fisici, gli eventi interni non possono essere gettati via.
Infatti, il tentativo deliberato di sopprimere o controllare un'emozione spiacevole richiede spesso una concentrazione costante su quella stessa emozione, il che, paradossalmente, la mantiene viva e la intensifica.
La terapia aiuta il cliente a rendersi conto che il controllo non è la soluzione al problema, ma che il tentativo di controllo è il problema.
L'effetto rimbalzo e il paradosso della soppressione mentale
La scienza del comportamento ha ripetutamente dimostrato l'"effetto rimbalzo" della soppressione del pensiero.
Per illustrare questo concetto, possiamo fare un semplice esperimento: prova con tutte le tue forze, per il prossimo minuto, a non pensare in nessun caso a una tigre viola.
Se il tuo obiettivo è eliminare quell'immagine dalla tua mente, devi monitorare costantemente i tuoi pensieri per assicurarti che la tigre non sia lì.
Ma per controllare che non stai pensando alla tigre, devi evocare l'immagine della tigre.
Il risultato è che finisci per pensare alla tigre viola molto più di quanto avresti fatto se avessi semplicemente lasciato vagare la tua mente. Lo stesso vale per l'ansia o la tristezza.
Se una persona si dice "non devo innervosirmi durante questa riunione", il suo cervello inizia a scansionare il corpo alla ricerca di segni di nervosismo.
Quando rileva il minimo segnale (battito cardiaco accelerato, sudore), il cervello lancia un allarme: "Attenzione, ti stai innervosendo, controllati!".
Questo allarme genera ulteriore ansia, creando un circolo vizioso in cui il tentativo di calmarsi provoca ancora più agitazione.
Comprendere questo paradosso è fondamentale: più cerchiamo di scacciare i demoni dalla nostra mente, più questi diventano grandi e occupano spazio nella nostra vita.
Sommario
L'agenda del controllo si basa sulla convinzione errata che possiamo gestire i nostri pensieri e le nostre emozioni utilizzando la stessa logica meccanica che applichiamo con successo al mondo fisico esterno.
Tuttavia, questa strategia fallisce clamorosamente in ambito psicologico, poiché gli eventi interni non possono essere eliminati a piacimento; cercare di sopprimere un'emozione spesso la intensifica paradossalmente.
Questo fenomeno, noto come effetto rimbalzo, dimostra che più ci sforziamo di espellere o controllare il disagio mentale, più esso diventa grande e presente, alimentando un circolo vizioso di sofferenza.
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