Trascrizione La filosofia della sofferenza e del dolore
Differenziazione tra dolore pulito e dolore sporco
Per comprendere la filosofia dell'ACT, è fondamentale distinguere tra due tipi di esperienze negative: il "dolore pulito" e il "dolore sporco".
Il dolore pulito è la sofferenza inevitabile, inerente alla condizione umana e alla biologia.
Se ci rompiamo una gamba, proviamo dolore fisico. Se veniamo licenziati da un lavoro che amavamo, proviamo tristezza e incertezza. Se perdiamo una persona cara, proviamo dolore.
Questo dolore è un segnale valido, una risposta naturale a una ferita o a una perdita, e non è patologico; è la vita stessa che si manifesta. Non possiamo eliminare il dolore pulito senza eliminare la vita stessa.
Il problema sorge con il "dolore sporco", che è la sofferenza aggiuntiva che noi stessi creiamo cercando di combattere il dolore puro. È lo strato di sofferenza secondaria generato dalla nostra mancata accettazione.
Seguendo l'esempio del licenziamento dal lavoro: il dolore pulito è la tristezza e la preoccupazione economica.
Il dolore sporco compare quando la mente inizia a rimuginare: "Sono un fallito", "Non avrei mai dovuto fidarmi di loro", "È ingiusto, non dovrei sentirmi così", "Devo smetterla di essere triste o nessuno mi assumerà".
Lottando contro la tristezza originaria, generiamo ansia, senso di colpa e frustrazione. Ci arrabbiamo per essere tristi o ci spaventa la nostra stessa paura.
La terapia dell'accettazione e dell'impegno cerca di eliminare questo secondo strato (il dolore sporco), permettendo al dolore pulito di esistere e seguire il suo corso naturale senza diventare un trauma cronico che paralizza la persona.
L'obiettivo della terapia: una vita ricca contro una vita senza sintomi
Esiste un'idea errata comune secondo cui l'obiettivo di andare dallo psicologo è "smettere di stare male". L'ACT sfida apertamente questa aspettativa.
Lo scopo di questa terapia non è la riduzione dei sintomi (anche se spesso si verifica come effetto collaterale), ma la costruzione di una vita preziosa, ricca e significativa.
Si parte dal presupposto che è impossibile vivere una vita piena senza provare l'intera gamma di emozioni, comprese quelle spiacevoli.
Se vuoi amare qualcuno, devi essere disposto a provare il dolore della perdita o la preoccupazione per il suo benessere.
Se vuoi avere successo nella tua carriera, devi essere disposto a provare lo stress della sfida o la paura del fallimento. Non puoi avere una faccia della medaglia senza l'altra.
Pertanto, l'obiettivo terapeutico è aiutare il cliente a cambiare il suo programma: smettere di investire tutte le sue energie nel "non provare ansia" (che è una battaglia persa ed estenuante) e iniziare a investire quell'energia nel "fare ciò che conta". Si cerca di massimizzare il potenziale umano.
La domanda guida non è "Come faccio a liberarmi di questa paura?", ma "Cosa farei oggi della mia vita se questa paura non fosse un ostacolo al mio agire?".
Il successo terapeutico si misura dall'aumento dei comportamenti positivi e dall'ampliamento del repertorio di vita, non dalla diminuzione dei punteggi in un test sull'ansia.
Sommario
È fondamentale distinguere tra il "dolore pulito", che è la sofferenza naturale e inevitabile della vita, e il "dolore sporco", che creiamo inutilmente lottando contro quell'esperienza.
L'obiettivo della terapia non è l'eliminazione dei sintomi o il sentirsi bene, ma aiutare la persona a costruire una vita ricca e significativa, accettando l'intera gamma delle emozioni.
Si cerca di sostituire l'agenda del controllo con quella dell'azione significativa, investendo le energie nel fare ciò che conta invece di sprecarle cercando di non provare disagio.
la filosofia della sofferenza e del dolore