Trascrizione Comprendere la fusione cognitiva
Il concetto di "letteralizzazione": quando la mappa si confonde con il territorio
La fusione cognitiva è uno dei concetti centrali di questo modello terapeutico e descrive il processo attraverso il quale gli esseri umani rimangono "attaccati" o uniti ai propri pensieri, in modo tale da perdere la capacità di distinguerli dalla realtà oggettiva.
Quando siamo fusi, non vediamo il pensiero come un evento mentale soggettivo e transitorio (alcune parole che attraversano la nostra mente), ma guardiamo il mondo attraverso quel pensiero.
È come se indossassimo occhiali con lenti rosse; dopo poco tempo, smettiamo di notare gli occhiali e diamo semplicemente per scontato che il mondo sia rosso.
Nella fusione, il simbolo verbale (la parola) e l'oggetto a cui si riferisce collassano in un'unica esperienza psicologica. Questo fenomeno è chiamato "letteralizzazione".
Le parole acquisiscono le proprietà psicologiche degli eventi reali che descrivono.
Se una persona legge la parola "limone", è probabile che le sue ghiandole salivari si attivino leggermente, anche se non c'è alcun agrume presente.
Allo stesso modo, se la mente dice "pericolo" o "fallimento", il corpo reagisce con la chimica dello stress come se la minaccia fosse imminente e fisica.
La fusione ci porta a trattare i pensieri come se fossero ordini a cui dobbiamo obbedire ("devo andarmene da qui"), regole inderogabili che dobbiamo seguire ("non posso commettere errori") o fatti compiuti che non possiamo cambiare ("la mia vita è un disastro").
In questo stato, la flessibilità scompare perché reagiamo alle parole nella nostra testa invece che alle contingenze del nostro ambiente reale.
L'impatto del credere ciecamente nelle narrazioni interne
La fusione è particolarmente dannosa quando riguarda l'autoconcetto e le previsioni sul futuro.
La nostra mente è una macchina che genera storie per dare un senso all'esperienza, e spesso finiamo per credere a queste storie alla lettera.
Immaginiamo, ad esempio, qualcuno che si è fuso con la narrazione "sono socialmente imbranato".
Se questa persona entra in una stanza piena di gente, non vedrà opportunità di interazione, ma vedrà una conferma della sua storia.
Interpreterà un breve silenzio come una prova della sua goffaggine, o uno sguardo neutro come un giudizio negativo. Questa convinzione cieca agisce come una profezia che si autoavvera.
Credendo fermamente "non sono in grado di imparare questo", la persona smette di provarci o lo fa con tale ansia che le sue prestazioni diminuiscono, confermando così la premessa iniziale.
La fusione cognitiva riduce il nostro mondo alle dimensioni delle nostre paure e dei nostri giudizi.
Ci impedisce di entrare in contatto con la realtà diretta del momento presente perché siamo troppo occupati a interagire con la nostra realtà virtuale mentale.
Il problema non è avere pensieri negativi (la mente li produrrà sempre), ma l'atto di accettarli come verità assolute che dettano ciò che è possibile e ciò che non lo è nella nostra vita.
Sommario
La fusione cognitiva descrive il processo attraverso il quale rimaniamo "attaccati" ai nostri pensieri, perdendo la capacità di distinguerli dalla realtà oggettiva e percependo il mondo attraverso quella narrazione.
In questo stato di "letteralizzazione", le parole acquisiscono le proprietà psicologiche di ciò che rappresentano; se la mente dice "pericolo", il corpo reagisce chimicamente come se la minaccia fosse fisica e reale.
Questo ci porta a trattare i pensieri come ordini assoluti o fatti compiuti, generando una rigidità che ci impedisce di entrare in contatto con il momento presente e trasforma le nostre convinzioni in profezie che si autoavverano.
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