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PRINCIPIO DI SUPERCOMPENSAZIONE

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Trascrizione PRINCIPIO DI SUPERCOMPENSAZIONE


Gestione dei carichi e dei periodi di riposo per il miglioramento delle prestazioni

Il principio di supercompensazione è un concetto fondamentale nella teoria dell'allenamento che ha profonde implicazioni psicologiche e fisiologiche.

Si basa sul presupposto che il corpo, dopo essere stato sottoposto a stress o sovraccarico (allenamento intenso), subisce una temporanea diminuzione delle sue capacità.

Tuttavia, se viene concesso un periodo di recupero adeguato, l'organismo non solo ritorna al suo livello basale, ma si adatta superando il livello originale per essere meglio preparato ad affrontare stimoli futuri.

La chiave sta nella gestione accurata del riposo; senza di esso, non c'è miglioramento, solo usura.

Per illustrare questo meccanismo, consideriamo un powerlifter che si prepara per un campionato nazionale.

Durante il blocco di accumulo, si allena con volumi estremamente elevati che lo lasciano affaticato e con un rendimento giornaliero decrescente (sovraccarico funzionale).

Se l'atleta e il suo allenatore rispettano la settimana di scarico pianificata prima della competizione, riducendo drasticamente il volume, il corpo approfitterà di quel silenzio fisiologico per riparare i tessuti e reintegrare le riserve energetiche al di sopra dei livelli precedenti.

Il risultato è che, il giorno del torneo, il sollevatore è in grado di sollevare pesi che erano impossibili all'inizio del ciclo.

Il miglioramento non è avvenuto durante il sollevamento pesante, ma durante il riposo strategico.

Pianificazione del recupero fisico e mentale

L'applicazione efficace di questo principio richiede una pianificazione che integri l'alimentazione, l'idratazione e il sonno come parti attive dell'allenamento, non come semplici accessori. Il recupero del sistema nervoso è fondamentale quanto quello muscolare.

Se il periodo di riposo viene omesso o è insufficiente, l'atleta entra in uno stato di detraining o sovrallenamento, perdendo gli adattamenti acquisiti. D'altra parte, se il riposo è eccessivo, l'effetto di supercompensazione svanisce.

Immaginiamo una squadra di rugby che ha giocato tre partite ad alta intensità in dieci giorni.

La pianificazione della supercompensazione imporrebbe che i giorni successivi non siano dedicati a placcaggi o sprint, ma ad attività a bassa intensità come nuoto leggero o massaggi (recupero attivo). Ciò consente di ripristinare l'energia mentale e fisica.

Se l'allenatore, ansioso per il prossimo avversario, impone sessioni tattiche intense senza concedere questa finestra di rigenerazione, interrompe il ciclo biologico di adattamento, portando la squadra alla partita


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