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Introduzione alla psicopatologia del lavoro

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Trascrizione Introduzione alla psicopatologia del lavoro


Definizione di psicopatologia e comportamento anomalo

La psicopatologia è definita come lo studio scientifico dei disturbi mentali, che ne comprende i fondamenti teorici, la progressione, la sintomatologia, la diagnosi e il trattamento.

Nel contesto lavorativo, questo termine è preferito perché più sensibile e meno stigmatizzante rispetto a quello di "psicologia anormale", sebbene entrambi si riferiscano allo studio di persone con comportamenti atipici o insoliti.

L'obiettivo principale in questo campo è prevedere, spiegare, identificare le cause e trattare i comportamenti disadattivi che interferiscono con il funzionamento dell'individuo nel suo ambiente di lavoro.

Un comportamento è considerato anormale quando è disturbante, socialmente inaccettabile, disadattivo, cioè autolesionista, e spesso è il risultato di pensieri o cognizioni distorte.

Nell'ambito delle organizzazioni, gli psicologi si concentrano sul livello di angoscia che queste emozioni o pensieri generano, intervenendo quando il comportamento crea problemi significativi nella vita della persona o è di disturbo per il resto del team di lavoro.

Criteri delle "4 D": disfunzione, distress, devianza, pericolo

Per determinare cosa costituisce un comportamento anomalo o un disturbo mentale, i medici utilizzano spesso i criteri noti come le "quattro D".

La disfunzione si riferisce a un disturbo clinicamente significativo nella cognizione o nella regolazione emotiva che riflette un fallimento nei processi biologici o di sviluppo, rendendo difficile il raggiungimento del benessere e influenzando le prestazioni attuali del lavoratore rispetto a quelle attese o alle sue prestazioni passate.

Il disagio o distress si verifica quando l'individuo sperimenta una condizione invalidante che genera dolore fisico o psicologico nelle sue attività sociali o lavorative.

La devianza implica che il comportamento si discosta dalla norma statistica o dalle regole sociali e culturali accettate dal gruppo.

Infine, la pericolosità viene considerata quando il comportamento rappresenta una minaccia per la sicurezza propria o altrui, anche se è importante notare che avere un disturbo mentale non implica automaticamente che la persona sia pericolosa; questa condizione è l'eccezione e non la regola.

Prospettive mediche, comportamentali e cognitive del disturbo

Esistono diversi approcci per comprendere e trattare i problemi di salute mentale in azienda.

La prospettiva medica si concentra su cause biologiche come l'ereditarietà genetica, gli squilibri chimici o le malattie fisiche, dando spesso la priorità ai trattamenti farmacologici in combinazione con la psicoterapia.

La prospettiva psicodinamica, basata sulle teorie classiche di autori come Sigmund Freud, suggerisce che i comportamenti anomali derivino da pensieri e ricordi inconsci che generano ansia irrisolta.

D'altra parte, la prospettiva comportamentale si concentra esclusivamente sui comportamenti osservabili, sostenendo che i comportamenti disadattivi derivano da un apprendimento o condizionamento difettoso, per cui il trattamento cerca di "riaddestrare" l'individuo con risposte più appropriate.

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