Trascrizione Il potere del silenzio e dell'ascolto di sé nel coaching
Il silenzio come strumento strategico
Strettamente correlato alla capacità di ascolto attivo, c'è un altro elemento comunicativo di grande importanza nei processi di coaching: il silenzio.
Spesso c'è il rischio che il coach parli troppo, riempiendo gli spazi vuoti per imbarazzo o per il desiderio di guidare esplicitamente.
Tuttavia, il silenzio strategico non è una semplice assenza di suono, ma uno strumento potente.
La sua funzione principale è quella di creare uno spazio indispensabile affinché il coachee possa confrontarsi con i propri pensieri e riflessioni, consentendogli di elaborare le informazioni, connettersi con le proprie emozioni e, in ultima analisi, progredire nella conoscenza di sé.
È in questi momenti di pausa che spesso emergono le comprensioni più significative.
Il ruolo del coach nel silenzio produttivo
Il silenzio nel coaching non è passivo; promuove un confronto riflessivo del coachee con i propri pensieri, desideri, aspirazioni e contraddizioni interne.
Il coach utilizza i silenzi in modo intenzionale, combinandoli con una buona dialettica: interventi precisi come chiarimenti, riformulazioni, ripensamenti, interpretazioni o anche provocazioni calcolate.
L'obiettivo di questa combinazione è quello di aiutare a far emergere i significati profondi racchiusi all'interno del coachee, quelli che non emergerebbero in una conversazione continua e superficiale.
Il coach crea e sostiene attivamente questo spazio di riflessione attraverso l'uso giudizioso del silenzio e della parola.
L'ascolto di sé: connettersi con l'essenziale
Parallelamente all'ascolto offerto dal coach, è fondamentale saper ascoltare se stessi.
L'autoascolto è la capacità che permette al coachee di scoprire cosa è veramente importante nella sua vita.
Non si tratta solo di identificare desideri superficiali, ma di connettersi con i valori fondamentali e i bisogni profondi.
Inoltre, l'autoascolto facilita la valutazione della misura in cui la vita attuale si adatta o si discosta da quei valori identificati come essenziali.
Questa introspezione è fondamentale per prendere decisioni coerenti e costruire una vita più autentica e soddisfacente.
Componenti e facilitazione dell'ascolto di sé
Cosa significa, in pratica, ascoltare se stessi? Implica diversi componenti attivi:
- Esplorare il nostro io interiore in modo onesto e senza giudizi.
- Essere in grado di identificare i propri stati d'animo e sentimenti in un determinato momento, nominandoli e accettandoli.
- Interrogarsi sul motivo delle cose: perché proviamo ciò che proviamo, perché reagiamo in un certo modo, quali bisogni sono alla base dei nostri desideri.
- Mantenere una visione aperta a ciò che può emergere, ma allo stesso tempo concentrarsi su ciò che è importante, sull'essenziale, senza perdersi in dettagli irrilevanti.
- Il ruolo del coach in questo processo è quello di aiutare a chiarire le informazioni ottenute attraverso l'ascolto
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