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Strategie di modifica del comportamento

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Trascrizione Strategie di modifica del comportamento


Contratti comportamentali e riparazione del danno

In fasi come la scuola secondaria, dove l'autonomia è maggiore, i contratti comportamentali sono uno strumento di negoziazione molto efficace.

Si tratta di un documento scritto e firmato dallo studente, dall'insegnante e dalla famiglia, in cui sono chiaramente stabiliti i comportamenti attesi e le conseguenze (positive e negative) che ne derivano.

Ad esempio, "se consegno tutti i compiti della settimana, venerdì potrò scegliere il mio compagno di progetto; se mancherò di rispetto, perderò il diritto alle pause tra una lezione e l'altra". Questo impegno formale promuove la responsabilità individuale.

Insieme a questo, si promuove la giustizia riparativa rispetto alla punizione tradizionale.

Se uno studente danneggia l'arredamento scolastico, la conseguenza non deve essere l'espulsione a casa (che può essere vissuta come una vacanza), ma la riparazione del danno: rimanere dopo la lezione per pulire o riparare ciò che è stato danneggiato.

Questo collega l'azione al suo impatto reale sulla comunità e promuove l'empatia e l'assunzione delle conseguenze, elementi che spesso mancano nei profili comportamentali dirompenti.

Protocolli di sicurezza e contenimento delle crisi

Quando il comportamento degenera al punto da mettere a rischio l'integrità fisica delle persone, la priorità educativa diventa la sicurezza. Le scuole devono disporre di protocolli chiari di intervento in caso di crisi.

Il primo passo è sempre il contenimento verbale e ambientale: allontanare il resto del gruppo o gli oggetti pericolosi e parlare allo studente in crisi con voce bassa, frasi brevi e offrendo semplici opzioni di deescalation ("puoi sederti qui o uscire in corridoio a bere un po' d'acqua").

Il contenimento fisico è sempre considerato l'ultima risorsa, applicabile solo in caso di pericolo imminente e reale, e deve essere effettuato da personale addestrato per evitare danni.

L'obiettivo in una crisi non è "dare una lezione" in quel momento (il cervello dello studente non è ricettivo), ma riportare la calma e la sicurezza nell'ambiente.

L'apprendimento di quanto accaduto avverrà in un secondo momen


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