Trascrizione L'arte delle domande potenti
Struttura dell'indagine trasformativa
Lo strumento principale del coaching educativo non è la risposta corretta, ma la domanda provocatoria.
Una "domanda potente" si distingue per la sua capacità di fermare l'automatismo mentale dello studente e costringerlo a riflettere.
A differenza delle domande chiuse che cercano un "sì" o un "no", o delle domande che semplicemente verificano la memoria, queste domande sono progettate per orientare la mente verso il futuro e la soluzione, allontanandola dal passato e dalla giustificazione.
È fondamentale evitare l'uso eccessivo del "Perché?", poiché spesso porta a scuse o analisi di cause che non possono essere modificate.
Al suo posto, il docente-coach utilizza "Per cosa?", "Come?" o "Cosa succederebbe se...?", strutture linguistiche che invitano alla creatività e all'azione.
L'obiettivo è quello di destrutturare le certezze limitanti dello studente e aprire nuovi percorsi neuronali che gli consentano di vedere opzioni dove prima vedeva solo ostacoli.
Una buona domanda genera silenzio, e quel silenzio è il segnale che sta avvenendo un apprendimento profondo.
Applicazione pratica per sbloccare il potenziale
Nella pratica quotidiana in classe, queste domande fungono da chiavi maestre. Immaginiamo uno studente bloccato di fronte a un progetto complesso.
Invece di dargli la soluzione tecnica, l'insegnante potrebbe chiedere: "Se avessi tutte le risorse necessarie e non potessi fallire, quale sarebbe il tuo primo passo?
Oppure, di fronte a una mancanza di motivazione: "Cosa desideri davvero ottenere con questo sforzo?".
Questi interventi restituiscono la responsabilità allo studente e lo mettono in contatto con le sue risorse interne.
Sono utili anche per allineare gli obiettivi personali con quelli accademici, chiedendo ad esempio: "In che modo questo apprendimento ti avvicina alla persona che vuoi essere tra cinque anni?".
In questo modo, il contenuto smette di essere un'imposizione esterna per diventare un veicolo di sviluppo personale.
La qualità della risposta dello studente dipenderà sempre dalla qualità della domanda del docente.
Sommario
Lo strumento principale del coaching è la domanda potente che ferma l'automatismo mentale dello studente. Queste domande orientano la mente verso soluzioni future, allontanandola dalle giustificazioni del passato.
Si dovrebbe evitare il "Perché?", che genera scuse, privilegiando il "Per cosa?" o il "Come?". Queste strutture linguistiche invitano alla creatività e aprono nuovi percorsi neuronali per vedere le opzioni.
Le domande fungono da chiavi maestre per sbloccare il potenziale di fronte a progetti complessi o alla mancanza di motivazione. Restituendo la responsabilità allo studente, il contenuto diventa il suo sviluppo.
larte delle domande potenti