INSERIRE

REGISTRARSI
Ricercatore

Disabilità visiva

Seleziona la lingua :

Devi consentire i cookie di Vimeo per poter visualizzare il video.

Sblocca il corso completo e ottieni la certificazione!

Stai visualizzando il contenuto gratuito. Sblocca il corso completo per ottenere certificato, esami e materiale scaricabile.

*Con l’acquisto del corso ti regaliamo due corsi a tua scelta*

*Scopri la migliore offerta del web*

Trascrizione Disabilità visiva


Adattamenti tiflotecnologici e organizzazione spaziale

L'effettiva inclusione degli studenti con disabilità visiva richiede un duplice intervento: l'adattamento dell'ambiente fisico e l'implementazione di tecnologie specifiche (tecnologie tiflotecnologiche). Per quanto riguarda lo spazio, il presupposto fondamentale è la prevedibilità.

L'aula deve diventare un ambiente sicuro e costante in cui lo studente possa sviluppare la propria autonomia di movimento.

Ciò implica mantenere una disposizione fissa dell'arredamento; se è necessario apportare modifiche, queste devono essere comunicate verbalmente ed esplorate fisicamente con lo studente prima di iniziare l'attività didattica.

Allo stesso modo, è fondamentale eliminare le barriere architettoniche immediate, come porte socchiuse o zaini nei corridoi, e garantire un'illuminazione adeguata per gli studenti con residui visivi, evitando abbagliamenti che saturino la loro capacità percettiva.

In ambito tecnologico, la tiflotecnologia funge da ponte di accesso al programma di studi.

Strumenti come gli screen reader (software che verbalizzano il contenuto del monitor) o le linee Braille (dispositivi che trasformano il testo digitale in caratteri tattili) sono indispensabili per consentire allo studente di accedere alle informazioni allo stesso ritmo dei suoi compagni. Non si tratta di lussi, ma di protesi cognitive necessarie.

L'uso di ingranditori dello schermo, lenti di ingrandimento per la lavagna e registratori elettronici consente allo studente di partecipare attivamente alla produzione accademica, evitando che la sua disabilità sensoriale diventi una barriera alla conoscenza.

Il docente come traduttore visivo: verbalizzazione costante

Dal punto di vista metodologico, l'insegnante assume un nuovo ruolo: quello di "traduttore visivo".

Dato che lo studente non è in grado di cogliere le informazioni incidentali trasmesse attraverso gesti, sguardi o appunti alla lavagna, l'insegnante deve verbalizzare esplicitamente tutto ciò che accade in classe.

Ciò implica eliminare l'uso di deittici vaghi come "questo", "qui" o "quello", sostituendoli con riferimenti spaziali precisi e descrittivi ("nell'angolo in alto a destra della pagina", "sotto il titolo in rosso").

Questa precisione linguistica non solo aiuta lo studente non vedente, ma arricchisce la comprensione di tutto il gruppo. Inoltre, l'interazione sociale deve essere mediata verbalmente.

L'insegnante deve identificarsi quando parla e incoraggiare i compagni a fare lo stesso, evitando che lo studente rimanga a parlare nel vuoto se qualcuno si allontana senza avvisare.

La metodologia deve dare priorità all'esplorazione tattile, ove possibile, consentendo allo studente di manipolare oggetti reali, modelli o grafici in rilievo per comprendere concetti ast


disabilita visiva

Pubblicazioni recenti di coach educativo

Ci sono errori o miglioramenti?

Dov'è l'errore?

Cosa c'è che non va?

Cerca