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Dal paradigma dell'integrazione all'inclusione

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Trascrizione Dal paradigma dell'integrazione all'inclusione


La trasformazione strutturale del sistema educativo

Per gestire efficacemente la diversità, è fondamentale comprendere l'evoluzione concettuale e pratica che separa l'integrazione dall'inclusione.

Nel modello di integrazione, il sistema educativo consente l'ingresso di studenti con difficoltà o disabilità, ma si aspetta che siano loro a riabilitarsi o ad adattarsi alla normalità della classe. È come invitare qualcuno a una festa, ma chiedergli di portare la propria sedia.

L'attenzione è rivolta al deficit dello studente e a come "normalizzarlo" attraverso supporti esterni, mentre il programma di studi rimane rigido e immutabile per il resto del gruppo. Al contrario, l'inclusione rappresenta un cambiamento radicale di architettura.

Questo paradigma parte dal presupposto che la diversità non è l'eccezione, ma la regola. Il sistema educativo viene riprogettato dalle fondamenta per accogliere tutti, eliminando le barriere prima dell'arrivo dello studente.

Non è lo studente che deve adattarsi al modello della scuola, ma è la scuola che si rende flessibile per rispondere alle esigenze di ogni individuo.

In una classe inclusiva, la differenza è percepita come un valore che arricchisce l'apprendimento collettivo, non come un problema tecnico da risolvere.

Questo approccio richiede che l'insegnante smetta di pianificare per lo "studente medio" (che in realtà non esiste) e inizi a progettare esperienze di apprendimento universali.

Principi guida del Design Universale per l'Apprendimento (DUA)

Lo strumento tecnico più potente per rendere operativa l'inclusione è il Design Universale per l'Apprendimento (DUA).

Questo quadro didattico si basa sulle neuroscienze e propone che, per garantire l'equità, il programma di studi debba offrire molteplici vie di accesso sin dall'inizio, evitando la necessità di costanti adattamenti successivi.

Il DUA è strutturato su tre principi fondamentali che rispondono alle reti affettive, di riconoscimento e strategiche del cervello.

Il primo principio è quello di fornire molteplici forme di coinvolgimento (il "perché" dell'apprendimento).

Poiché la motivazione varia enormemente tra gli studenti, è necessario offrire opzioni che catturino l'interesse di profili diversi, consentendo di scegliere tra lavoro individuale o di gruppo, o selezionando argomenti legati alle loro passioni.

Il secondo principio è quello di offrire molteplici forme di rappresentazione (il "cosa"). Le informazioni non possono limitarsi al testo scritto, ma devono essere presentate tramite audio, video, grafici tattili e simulazioni, in modo che tutti, indipendentemente dal proprio canale sensoriale preferito, possano accedere al contenuto.

Infine, il terzo principio richiede molteplici forme di azione ed espressione (il "come").

Il sistema di valutazione deve essere flessibil


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