Trascrizione Tecnica del dorso: il rollio
La sfida della posizione capovolta
Lo stile dorso presenta una sfida biomeccanica unica rispetto agli altri tre stili competitivi: l'assenza di visione frontale e la necessità di operare in posizione supina (a pancia in su).
Questo ribaltamento posturale richiede al nuotatore di sviluppare una propriocezione molto fine per mantenere un allineamento rettilineo senza riferimenti visivi diretti dal fondo della piscina.
L'allenatore deve inculcare un delicato equilibrio tra il rilassamento necessario per galleggiare e la tensione muscolare richiesta per generare potenza.
A differenza dello stile libero, dove la respirazione può alterare la posizione del corpo, nel dorso il viso è sempre fuori dall'acqua, ma questo non deve portare a compiacimento; il nuotatore deve mantenere la testa fissa e stabile come un "asse di rotazione" mentre il corpo ruota attorno ad essa.
Mantenere questo equilibrio tra rilassamento e potenza è il primo ostacolo tecnico che l'allenatore deve affrontare per evitare che i fianchi affondino.
La rotazione come motore di potenza
Il fondamento critico della propulsione nel dorso non è la trazione isolata del braccio, ma il rollio o la rotazione del corpo.
Nuotare "piatto" sulla schiena è inefficiente e potenzialmente dannoso per le spalle.
La tecnica corretta implica una rotazione sull'asse longitudinale che permette alla spalla di uscire dall'acqua in modo pulito durante il recupero e di entrare in profondità per iniziare la trazione.
L'allenatore deve sottolineare che la potenza viene generata attraverso questa rotazione del corpo, che permette di coinvolgere i grandi gruppi muscolari del dorsale largo e del petto, invece di dipendere esclusivamente dai deltoidi.
Una rotazione adeguata facilita anche l'ingresso del braccio in acqua in linea con la spalla (senza attraversare la linea mediana), ottimizzando la leva di spinta.
Il calcio continuo e l'allineamento
Mentre il corpo ruota e le braccia si alternano, la gambata deve essere il motore costante e stabilizzatore.
È necessaria una gambata forte e continua (flutter kick) che parta dall'anca e non dal ginocchio.
L'errore comune è quello di smettere di calciare durante la fase di rotazione, causando un abbassamento dei fianchi e un aumento della resistenza frontale.
L'insegnamento deve concentrarsi sul garantire un movimento fluido ed efficiente attraverso l'acqua, dove il calcio contrasta il movimento delle braccia per mantenere l'al
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