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Funzione e natura delle emozioni

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Trascrizione Funzione e natura delle emozioni


Lo scopo adattivo e comunicativo dell'emozione

La regolazione emotiva non deve essere confusa con la soppressione o l'eliminazione dei sentimenti; si tratta piuttosto di gestire e rispondere all'esperienza affettiva in modo funzionale e produttivo.

Da un punto di vista evolutivo, le emozioni sono meccanismi di sopravvivenza progettati per organizzare il comportamento di fronte alle sfide della vita.

Agiscono come un sistema di segnalazione interno istantaneo: la paura prepara l'organismo alla fuga di fronte a una minaccia, mentre la gioia rafforza i comportamenti utili alla sopravvivenza.

Inoltre, svolgono una funzione comunicativa essenziale verso l'esterno; le espressioni facciali e il linguaggio del corpo trasmettono informazioni critiche agli altri membri del gruppo sociale sullo stato interno e sulle intenzioni, facilitando l'interazione e la coesione sociale senza bisogno di parole.

La distinzione tra emozione primaria e secondaria

Un concetto fondamentale nella teoria della regolazione è la differenziazione tra le reazioni emotive iniziali e le reazioni a tali reazioni.

L'emozione primaria è la risposta diretta e immediata a un evento scatenante; ad esempio, provare tristezza dopo una perdita significativa. Questa risposta è automatica e generalmente adattiva.

Tuttavia, spesso sorgono emozioni secondarie, che sono risposte apprese o giudizi sull'emozione originale.

Se un individuo ha imparato che la tristezza è un segno di debolezza, potrebbe provare vergogna o rabbia verso se stesso subito dopo aver provato tristezza.

Queste emozioni secondarie spesso oscurano l'esperienza originale e complicano l'elaborazione emotiva, creando catene di sofferenza inutili che devono essere districate per una regolazione efficace.

Ostacoli all'omeostasi emotiva

La difficoltà a regolare le emozioni non è un difetto caratteriale, ma il risultato di molteplici fattori.

La vulnerabilità biologica può predisporre il sistema nervoso a reagire con maggiore intensità e rapidità.

Inoltre, la mancanza di abilità apprese, spesso dovuta a un ambiente che non ha modellato strategie di coping efficaci, lascia l'individuo senza strumenti per modulare la propria attivazione.

Anche lo stato fisico generale influisce: la stanchezza, la fame o la malattia riducono drasticamente la capacità della corteccia prefrontale di gestire gli impulsi limbici.

Comprendere questi fattori riduce l'autocritica e consente di affrontare la disregolazione come un deficit di abilità risolvibile attraverso l'allenamento e la pratica consapevole.

Sommario

La regolazione emotiva cerca di gestire l'esperienza affettiva in modo funzionale, non di sopprimerla o eliminarla. Dal punto di vista evolutivo, le emozioni sono meccanismi di sopravvivenza che organizzano i comportamenti di fronte alle sfide e comunicano gli stati interni socialmente .

È fondamentale distinguere tra l'emozione primaria, una risposta diretta e adattiva a un evento, e quella secondaria, che è una reazione appresa alla propria emozione, generando catene di sofferenza inutili .

La disregolazione deriva dalla vulnerabilità biologica, dalla mancanza di abilità o da fattori fisici come la stanchezza. Comprendere questo elimina il senso di colpa e focalizza il problema come un deficit risolvibile attraverso la pratica consapevole .


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