INSERIRE

REGISTRARSI
Ricercatore

Fondamenti del colloquio motivazionale

Seleziona la lingua :

Devi consentire i cookie di Vimeo per poter visualizzare il video.

Sblocca il corso completo e ottieni la certificazione!

Stai visualizzando il contenuto gratuito. Sblocca il corso completo per ottenere certificato, esami e materiale scaricabile.

*Con l’acquisto del corso ti regaliamo due corsi a tua scelta*

*Scopri la migliore offerta del web*

Trascrizione Fondamenti del colloquio motivazionale


Lo spirito collaborativo contro il confronto

Il colloquio motivazionale (CM) rappresenta un cambiamento paradigmatico nel modo di affrontare la resistenza al cambiamento.

A differenza dei modelli tradizionali paternalistici, in cui l'esperto impone una soluzione e confronta l'individuo per la sua mancanza di adesione, l'IM si basa su un'associazione collaborativa.

Il terapeuta non agisce come un dittatore che prescrive comportamenti, ma come una guida che accompagna nell'esplorazione.

L'obiettivo è evitare la lotta di potere; se si cerca di forzare il cambiamento dall'esterno, la reazione naturale è la resistenza.

Si crea invece un'atmosfera di accettazione e compassione in cui l'individuo si sente sicuro di esplorare le proprie barriere senza paura di essere giudicato.

Si cerca di danzare con la discordia invece di combatterla, comprendendo che l'ambivalenza è una parte normale del processo umano e non una patologia che deve essere estirpata con argomentazioni logiche o autorità.

L'evocazione della motivazione intrinseca

Il nucleo operativo di questo approccio risiede nella premessa che la motivazione duratura deve provenire dall'interno dell'individuo, non da fonti esterne.

Il ruolo del professionista è quello di evocare, o "portare alla luce", le ragioni personali dell'individuo per cambiare, piuttosto che imporre ragioni esterne.

Ad esempio, invece di dire a qualcuno che deve smettere di fumare perché fa male alla salute (motivazione esterna), gli si chiede in che modo il fumo sia in conflitto con i suoi valori personali di libertà o vitalità.

Quando l'individuo verbalizza le proprie argomentazioni a favore del cambiamento, la probabilità che questo avvenga aumenta esponenzialmente.

Si tratta di collegare il comportamento desiderato alle aspirazioni, ai valori e agli obiettivi più profondi della persona, trasformando il "devo cambiare" in un "voglio cambiare".

Teoria dell'autodeterminazione: i tre pilastri

L'efficacia della ME si basa teoricamente sull'autodeterminazione, secondo la quale l'essere umano prospera e cambia quando vengono soddisfatti tre bisogni psicologici fondamentali.

Il primo è l'autonomia: il bisogno di sentire che si è all'origine delle proprie azioni e che si ha la capacità di scegliere.

Il secondo è la competenza o maestria: la sensazione di possedere le capacità necessarie per raggiungere l'obiettivo prefissato.

Il terzo è la relazione (relatedness): sentirsi connessi e sostenuti da persone significative, compreso il terapeuta.

Se un intervento minaccia l'autonomia (dicendo "devi fare questo"), la motivazione crolla.

Pertanto, il professionista deve sostenere attivame


fondamenti del colloquio motivazionale

Pubblicazioni recenti di terapia dialettico comportamentale

Ci sono errori o miglioramenti?

Dov'è l'errore?

Cosa c'è che non va?

Cerca