Trascrizione Risoluzione dei problemi (Modello PRACTICE)
Identificazione e definizione del problema (P)
Il modello PRACTICE, sviluppato da Palmer, è una guida strutturata per affrontare difficoltà vitali non patologiche ma stressanti. La "P" iniziale corrisponde all'identificazione del problema.
Spesso i pazienti arrivano con lamentele vaghe ("mi sento male al lavoro"). Il terapeuta deve indagare fino a individuare il problema reale.
Nel caso di qualcuno che ha paura di parlare in pubblico, il problema non è "non saper parlare", ma l'ansia anticipatoria e i pensieri catastrofici associati alla valutazione degli altri.
Definire il problema con precisione (ad esempio "Provo ansia fisica 30 minuti prima del discorso") è il primo passo per risolverlo.
Obiettivi realistici e generazione di alternative (R-A)
La "R" implica la definizione di obiettivi realistici (Realistic Goals). Devono essere obiettivi raggiungibili a breve termine e sotto il controllo del paziente.
Non si può pensare "che il mio capo cambi", ma "riuscire a presentare la mia relazione senza bloccarmi". Successivamente, la "A" si riferisce alle soluzioni alternative.
Si utilizza il brainstorming, in cui si incoraggia il paziente a generare quante più opzioni possibili, anche quelle che sembrano assurde (ad esempio "bere molta acqua", "meditare", "esercitarsi davanti allo specchio").
L'obiettivo è quello di incoraggiare la creatività e rompere la rigidità mentale che impedisce di vedere le vie d'uscita dal conflitto.
Valutazione delle conseguenze e dell'esecuzione (C-T-I-E)
La "C" invita ad analizzare le conseguenze di ciascuna alternativa proposta: cosa succederebbe se bevessi molta acqua? (Potrei dover andare in bagno durante la conversazione).
Questo porta alla "T" (Target most feasible), che consiste nel valutare e selezionare la soluzione più praticabile e con le migliori conseguenze.
La "I" (Implement) è l'attuazione della soluzione scelta; se la persona non è in grado di farlo immediatamente dal vivo, può ricorrere all'immaginazione o alla prova.
Infine, la "E" è la valutazione successiva: la soluzione ha funzionato? Ha diminuito l'ansia? Questo passo chiude il ciclo e permette di adeguare la strategia se il risultato non è stato quello previsto, promuovendo un apprendimento continuo.
Sommario
Il modello inizia con l'identificazione precisa e concreta del problema reale, evitando lamentele vaghe. Definire esattamente cosa genera il disagio è il primo passo indispensabile per poterlo affrontare con soluzioni efficaci.
Successivamente, vengono stabiliti obiettivi realistici e raggiungibili a breve termine sotto il controllo del paziente. Vengono generate molteplici alternative creative attraverso il brainstorming per rompere la rigidità mentale e trovare nuove vie d'uscita.
Infine, si valutano le conseguenze di ciascuna opzione per selezionare ed eseguire quella più praticabile. Il ciclo si chiude valutando se la soluzione applicata ha funzionato davvero o se è necessario adeguare la strategia.
risoluzione dei problemi modello practice