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Raccontare la storia (narrazione)

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Trascrizione Raccontare la storia (narrazione)


Creazione di un ambiente di sicurezza sensoriale

Il processo di narrazione dell'evento traumatico differisce in modo significativo dalla catarsi tradizionale.

Poiché la verbalizzazione del trauma può innescare un'intensa rivisitazione, il terapeuta deve strutturare l'ambiente in modo da evitare la dissociazione o il sovraccarico.

Una tecnica efficace consiste nel fornire al paziente un punto di focalizzazione visiva esterno in modo che non debba mantenere un contatto visivo diretto, che può risultare troppo intenso o imbarazzante.

È possibile utilizzare un oggetto fisico, come una pallina antistress o un punto specifico sulla parete, chiedendo al paziente di fissare lo sguardo in quel punto mentre racconta i fatti.

Questo permette alla persona di "tirare fuori" la storia senza sentirsi giudicata dallo sguardo dell'altro e di mantenere un ancoraggio nel presente fisico mentre la sua mente viaggia nel passato doloroso.

L'uso terapeutico del tempo passato

Uno strumento linguistico fondamentale durante la narrazione è il cambiamento deliberato dei tempi verbali.

I pazienti affetti da PTSD tendono a rivivere il trauma come se stesse accadendo nel presente (flashback).

L'intervento consiste nel guidare il paziente a raccontare i fatti utilizzando rigorosamente il tempo passato.

Se il paziente dice "Sento che mi stanno catturando", il terapeuta interviene delicatamente per riformulare: "In quel momento, sentivi che ti stavano catturando".

Questa distinzione grammaticale rafforza la realtà cronologica: l'evento è stato terribile, ma è ormai finito.

Aiuta il cervello ad archiviare il ricordo come un fatto storico e non come una minaccia attuale.

Convalida e differenziazione dei contesti

Durante il racconto, è fondamentale convalidare la risposta emotiva che il paziente ha avuto in quel momento, differenziandola dalla sua capacità attuale.

Si utilizzano frasi che riconoscono la portata dell'esperienza, come "È stato incredibilmente opprimente per la persona che eri in quel momento".

L'obiettivo è che il paziente comprenda che la sua reazione di allora (paura, paralisi, sottomissione) era una risposta adattiva di sopravvivenza a una situazione anomala, e non un segno di debolezza intrinseca.

Si cerca di separare l'identità del paziente dall'evento traumatico, stabilendo che l'esperienza è stata un capitolo della sua vita, non la totalità del suo essere.

Sommario

Raccontare il trauma richiede di stabilire una sicurezza sensoriale per evitare sovraccarichi emotivi. Si utilizza un punto di focalizzazione visiva esterno, che consente al paziente di raccontare i fatti senza la pressione del contatto visivo diretto.

È fondamentale guidare la narrazione utilizzando rigorosamente il tempo passato. Questa distinzione linguistica aiuta il cervello ad archiviare il ricordo come un fatto storico concluso, riducendo la sensazione di minaccia attuale.

La risposta emotiva originale deve essere convalidata come meccanismo adattivo di sopravvivenza. L'obiettivo è dissociare l'identità dal trauma, comprendendo che la reazione di allora non definisce l'essere.


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