Trascrizione Principi della terapia cognitiva (Parte II)
Orientamento agli obiettivi e incentrato sui problemi
La terapia cognitiva è teleologica, ovvero orientata verso obiettivi specifici. Fin dall'inizio, al paziente viene chiesto di elencare i propri problemi e di stabilire obiettivi concreti.
Non si tratta di "sentirsi meglio" in astratto, ma di definire cosa significa. Un esempio chiaro potrebbe essere una paziente che desidera "migliorare la propria autostima".
Il terapeuta aiuta a tradurre questo obiettivo in obiettivi comportamentali e cognitivi: "Essere in grado di esprimere la mia opinione durante le riunioni di lavoro senza bloccarmi" o "Ridurre l'autocritica quando commetto piccoli errori".
Questa struttura consente di misurare i progressi e mantiene la terapia focalizzata, evitando che le sedute si trasformino in chiacchierate senza meta sugli eventi della settimana.
Il carattere educativo e la prevenzione delle ricadute
L'obiettivo finale della TCC è che il paziente diventi il proprio terapeuta. Pertanto, il processo è intrinsecamente psicoeducativo.
Il terapeuta insegna esplicitamente il modello cognitivo, spiega come si formano le emozioni e addestra il paziente all'uso di strumenti (registri di pensiero, tecniche di respirazione).
Se un paziente soffre di panico, non è sufficiente aiutarlo a superare una crisi in studio.
È necessario insegnargli la fisiologia della paura e come le sue interpretazioni catastrofiche alimentino il ciclo.
Comprendendo il meccanismo, quando il paziente sperimenterà sintomi in futuro (prevenzione delle ricadute), non dipenderà dal terapeuta, ma potrà applicare gli strumenti appresi per regolarsi autonomamente.
Focus sul presente e limitazione temporale
A differenza delle terapie di lunga durata che esplorano l'infanzia all'infinito, la TCC sottolinea l'importanza del qui e ora.
Si lavora sui problemi attuali e sulle situazioni che generano disagio oggi.
Il passato viene esplorato solo quando è necessario per comprendere l'origine di credenze radicate o quando il paziente lo richiede per dare un senso alla sua storia, ma l'attenzione torna rapidamente su come quelle esperienze passate influenzano il funzionamento presente.
Inoltre, la terapia tende ad essere limitata nel tempo (generalmente tra le 4 e le 15 sedute per disturbi di personalità non complessi).
Questo genera un senso di scopo e di urgenza produttiva, motivando il paziente a lavorare attivamente tra una seduta e l'altra per vedere i risultati.
Sintesi
La terapia è teleologica e orientata verso obiettivi specifici, concreti e incentrati sui problemi. Si cerca di rendere operativo il benessere in obiettivi comportamentali misurabili, evitando discorsi senza meta e mantenendo un approccio produttivo.
Il processo è intrinsecamente psicoeducativo e mira a far sì che il paziente diventi il proprio terapeuta. Vengono insegnati modelli e strumenti per prevenire le ricadute, promuovendo la futura autonomia nella regolazione emotiva attraverso la comprensione del meccanismo del disagio.
Si sottolinea il lavoro sul presente, limitando l'esplorazione del passato allo stretto necessario. La terapia è solitamente breve nel tempo, generando un senso di urgenza produttiva e motivazione a lavorare attivamente tra una seduta e l'altra.
principi della terapia cognitiva parte ii