Trascrizione Generalizzazione e interpretazione
La trappola della generalizzazione eccessiva
La generalizzazione eccessiva si verifica quando si trae una conclusione o una regola universale basata su uno o pochi incidenti isolati, applicandola poi a situazioni future, attuali o non correlate.
La persona utilizza un evento negativo specifico per etichettare la propria identità o prevedere un modello di sconfitta eterna, utilizzando spesso parole come "sempre", "mai", "tutti" o "nessuno".
Per illustrare questo concetto, consideriamo qualcuno che prova a cucinare una nuova ricetta e la brucia.
Invece di pensare "oggi mi sono distratto e ho bruciato la cena", la persona conclude: "Sono un incapace, non faccio mai niente di buono".
Se qualcuno soffre per una rottura sentimentale e pensa "tutti gli uomini/le donne sono uguali e mi tradiranno sempre", sta generalizzando eccessivamente un'esperienza dolorosa per trasformarla in una legge immutabile della vita, generando disperazione e comportamenti evitanti.
Inferenza arbitraria e lettura del pensiero
L'inferenza arbitraria si riferisce al processo di giungere a conclusioni negative senza prove a sostegno o addirittura con prove contrarie.
Una delle sue manifestazioni più comuni è la "lettura del pensiero", in cui l'individuo presume di sapere cosa pensano o provano gli altri e presume che sia negativo nei suoi confronti, senza verificarlo.
Ad esempio, se un dipendente saluta il suo supervisore nel corridoio e questi non risponde in modo effusivo, il dipendente potrebbe pensare immediatamente: "È arrabbiato con me, sicuramente non gli è piaciuto il mio ultimo rapporto". Non considera variabili alternative (il capo era distratto, preoccupato o non lo ha sentito).
Questa distorsione genera conflitti interpersonali e ansia sociale, poiché la persona reagisce emotivamente a un'offesa o a un giudizio che è avvenuto solo nella sua immaginazione.
L'errore del veggente (predizione del futuro)
Questa variante dell'inferenza arbitraria implica anticipare che le cose andranno male e convincersi che questa previsione sia un dato di fatto. Agisce come una profezia che si autoavvera.
Se una persona ha un colloquio di lavoro e pensa "di sicuro mi innervosirò e farò una figuraccia", questa previsione genera un'ansia che, di fatto, può compromettere la sua prestazione.
A differenza di una prudente pianificazione dei rischi, l'errore del veggente non cerca soluzioni, ma condanna il futuro come una catastrofe inevitabile, paralizzando l'azione e l'iniziativa.
Sommario
La generalizzazione eccessiva stabilisce regole universali negative basate su incidenti isolati. Si utilizzano termini assoluti come "sempre" o "mai" per prevedere modelli di sconfitta eterna a partire da un errore.
L'inferenza arbitraria giunge a conclusioni senza prove, mettendo in evidenza la lettura del pensiero. Il soggetto presume erroneamente di sapere cosa pensano gli altri e che tali giudizi siano negativi.
L'errore del veggente implica anticipare un futuro catastrofico e accettarlo come un fatto compiuto. Questa previsione genera ansia e paralizza l'azione, agendo come una profezia che si autoavvera.
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