Trascrizione Focus dell'attenzione e comportamenti di sicurezza
Ipervigilanza e distorsione dell'attenzione
Un meccanismo chiave nel mantenimento dell'ansia è il focus dell'attenzione o ipervigilanza.
La persona ansiosa scruta costantemente l'ambiente (o il proprio corpo) alla ricerca di segnali di minaccia.
Questo pregiudizio li porta a interpretare stimoli neutri o ambigui come pericolosi. Un esempio classico è la persona con ansia sociale che entra in un bar.
La sua attenzione non è rivolta all'aroma del caffè o alla musica, ma scruta i volti degli altri alla ricerca di segnali di rifiuto.
Se qualcuno sbadiglia, non pensa che abbia sonno, ma interpreta: "Lo annoio, mi sta giudicando".
Essendo ipervigile, il cervello rileva "minacce" ovunque, confermando la convinzione che il mondo sia pericoloso.
Definizione e funzione dei comportamenti di sicurezza
I comportamenti di sicurezza (o protettivi) sono azioni sottili o manifeste che la persona compie per prevenire la catastrofe temuta o per gestire l'ansia all'interno della situazione.
A differenza dell'evitamento totale (non andare in un luogo), questi comportamenti consentono alla persona di "sopportare" la situazione, ma a condizioni specifiche che le danno un falso senso di sicurezza.
Ad esempio, qualcuno che ha paura di svenire può andare in un centro commerciale, ma camminerà sempre vicino al muro o tenendo saldamente il carrello della spesa (comportamento di sicurezza).
Chi ha paura di dire sciocchezze può provare mentalmente ogni frase prima di dirla.
L'effetto paradossale di mantenimento
Il problema critico dei comportamenti di sicurezza è che impediscono la smentita della convinzione negativa.
Se la persona al centro commerciale non sviene, non attribuisce il suo successo al fatto che "non sarebbe svenuta", ma al fatto che "non sono svenuta perché mi sono aggrappata al carrello".
Questo crea una dipendenza: la persona crede di essersi salvata grazie al suo comportamento protettivo, non perché il pericolo fosse irreale.
In questo modo, l'ansia rimane intatta a lungo termine, poiché non viene mai messa alla prova l'ipotesi che, anche senza aggrapparsi al muro, sarebbe stata al sicuro.
Il trattamento consiste nell'eliminare queste stampelle affinché il paziente possa sperimentare la sicurezza reale.
Sommario
L'ipervigilanza induce la persona a scrutare costantemente l'ambiente alla ricerca di pericoli. Questo pregiudizio attentivo porta a interpretare stimoli neutri o ambigui come minacce confermate, aumentando l'ansia.
I comportamenti di sicurezza sono azioni volte a prevenire catastrofi temute. Sebbene riducano momentaneamente l'ansia, impediscono di verificare che la situazione sia sicura, creando una falsa dipendenza psicologica.
Questi comportamenti mantengono il disturbo a lungo termine. Attribuendo la "salvezza" al comportamento protettivo, la convinzione di pericolo non viene mai smentita, perpetuando inutilmente la paura.
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