Trascrizione Differenza tra paura e ansia
La paura come risposta neurofisiologica immediata
Per comprendere la patologia ansiosa, è fondamentale distinguere clinicamente tra paura e ansia.
La paura è definita come uno stato neurofisiologico primitivo, automatico e di allarme.
È una risposta di sopravvivenza progettata per attivarsi di fronte a un pericolo imminente e tangibile che minaccia la sicurezza fisica o psichica dell'individuo.
Non richiede un'elaborazione cognitiva complessa, ma una valutazione istantanea del "pericolo presente".
Ad esempio, se una persona sta attraversando un viale e improvvisamente vede un autobus che si avvicina a grande velocità senza frenare a pochi metri di distanza, la reazione che prova è pura paura.
Il tuo corpo rilascia adrenalina, i muscoli si tendono per saltare e la mente si svuota di ogni pensiero che non sia la sopravvivenza immediata. Qui la minaccia è reale, oggettiva e sta avvenendo nel "qui e ora".
L'ansia come sistema complesso di anticipazione
A differenza della paura, l'ansia è un sistema più elaborato che coinvolge componenti comportamentali, fisiologiche, affettive e cognitive orientate al futuro.
È definita come una risposta di allerta di fronte all'anticipazione di eventi giudicati avversivi, imprevedibili o incontrollabili, anche se il pericolo non è presente nel momento attuale.
Seguendo l'esempio precedente, se quella stessa persona è seduta sul divano, completamente al sicuro, ma inizia a sudare e ad avere tachicardia pensando: "E se domani, uscendo, venissi investito da un autobus e rimanessi invalido?", quella è ansia.
Non c'è un autobus reale nel salotto; è la costruzione mentale di una potenziale minaccia futura che scatena la risposta fisiologica.
Imprevedibilità e incontrollabilità
Il nucleo che contraddistingue l'ansia patologica è la percezione che gli eventi futuri possano minacciare gli interessi vitali dell'individuo e che questi non abbia alcun controllo su di essi.
Mentre la paura prepara all'azione immediata (lotta o fuga), l'ansia prepara a una minaccia diffusa e prolungata, generando uno stato di tensione sostenuta e vigilanza.
La persona sente che qualcosa di brutto "potrebbe" accadere e che non sarà in grado di prevederlo né di evitarlo, il che mantiene il sistema nervoso in uno stato di "attivazione" cronica non necessaria.
Sommario
Per comprendere la patologia, si distingue la paura, una risposta neurofisiologica automatica a un pericolo imminente e tangibile, dall'ansia, un sistema complesso di anticipazione futura.
Mentre la paura prepara alla sopravvivenza immediata di fronte a una minaccia reale, l'ansia avverte di eventi futuri incerti che vengono giudicati avversi, imprevedibili e incontrollabili.
L'ansia genera una tensione prolungata di fronte a minacce diffuse. L'individuo sente di non avere il controllo sugli eventi potenziali, mantenendo il sistema nervoso cronicamente attivato senza che vi sia un pericolo presente.
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