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L'IO COME CONTESTO

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Trascrizione L'IO COME CONTESTO


Distinguere tra l'osservatore e il contenuto mentale (pensieri)

Il "Sé come contesto" è un processo che favorisce l'assunzione di prospettiva. Spesso gli atleti si identificano completamente con i propri pensieri o emozioni ("sono un perdente", "sono ansioso").

L'ACT insegna a distinguere tra il contenuto mentale (ciò che si pensa o si prova) e il contesto in cui tali eventi si verificano (l'"Io" che osserva).

Questo "Io osservatore" è la parte della coscienza che si rende conto di stare pensando o provando qualcosa, ma che non è danneggiata né definita da tali contenuti. Per spiegarlo, si può usare l'analogia dello stadio.

L'atleta è lo stadio (la struttura, il contesto), mentre i suoi pensieri e le sue emozioni sono il pubblico e i giocatori (il contenuto).

Il pubblico può gridare cose negative, può esserci una tempesta o una partita violenta, ma lo stadio rimane intatto, contenendo tutto ciò senza essere modificato da esso.

Imparare a mettersi nella posizione dello stadio permette all'atleta di percepire una crisi di fiducia senza "essere" la crisi, mantenendo la stabilità necessaria per continuare a competere.

Metafore utili: il cielo e le nuvole

Le metafore sono strumenti essenziali nell'ACT per facilitare questa disidentificazione.

Una delle più utilizzate per illustrare l'Io come contesto è la metafora del cielo e del clima.

L'"Io" è il cielo vasto e blu; i pensieri e i sentimenti sono il clima (nuvole, tempeste, uragani).

In pratica, all'atleta viene chiesto di osservare i propri pensieri ansiosi come nuvole nere che passano.

Per quanto spaventosa possa essere la tempesta, non può danneggiare il cielo; il cielo semplicemente fa spazio ad essa e, alla fine, il tempo cambia.

Un maratoneta al chilometro 35, afflitto dal dolore e dai dubbi ("non ce la faccio più"), può usare questa metafora per osservare quelle sensazioni come nuvole temporanee che attraversano la sua coscienza, senza bisogno di fermarsi o combatterle, sapendo che lui è lo spazio in cui quelle sensazioni si verificano, non le sensazioni stesse.

Sommario

Questo processo incoraggia l'assunzione di prospettiva, insegnando a distinguere tra il contenuto mentale e l'osservatore. L'"Io osservatore" è la parte della coscienza che nota i pensieri e i sentimenti, ma che non è definita né danneggiata da essi.

Per spiegarlo si usa l'analogia dello stadio: l'atleta è la struttura e i pensieri sono il pubblico. Lo stadio rimane intatto contenendo il rumore senza modificarsi, consentendo di mantenere la stabilità necessaria per competere nonostante le crisi interne.

Un'altra metafora chiave paragona l'io al cielo e i pensieri al clima. Il cielo fa spazio alle tempeste senza essere danneggiato, permettendo all'atleta di osservare le sue sensazioni come nuvole passeggere senza bisogno di combatterle.


lio come contesto

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