Trascrizione L'ESSERE UMANO DIETRO L'ATLETA
Approccio umanistico: prima la persona, poi la prestazione
La conclusione del corso sottolinea la filosofia fondamentale secondo cui prima dell'atleta c'è la persona.
Un approccio puramente orientato al risultato che strumentalizza l'essere umano è insostenibile ed eticamente discutibile.
Lo psicologo dello sport deve vegliare sul benessere integrale dell'individuo, comprendendo che un essere umano felice ed equilibrato è, a lungo termine, un atleta migliore.
Ignorare i bisogni umani fondamentali (affetto, sicurezza, scopo) porta al crollo delle prestazioni. Ciò implica interessarsi sinceramente alla vita dell'atleta al di fuori dello sport.
Chiedere "Come sta la tua famiglia?" o "Come vanno gli studi?" prima di chiedere dell'allenamento invia un messaggio potente: "Mi importa di te, non solo delle tue medaglie".
Quando l'atleta sente che il suo valore come persona non dipende dalla sua prestazione della domenica, gioca con maggiore libertà e meno paura, liberando il suo massimo potenziale.
L'importanza dei valori fondamentali al di là dello sport
Infine, è necessario aiutare l'atleta a coltivare valori e un'identità che trascendano il campo da gioco. Lo sport è una parte meravigliosa della vita, ma non è tutta la vita.
Promuovere interessi, relazioni e valori al di fuori dell'ambito competitivo fornisce una rete di sicurezza emotiva e una prospettiva sana.
Sapere che c'è vita oltre lo sport riduce l'ansia competitiva, poiché la partita smette di essere una questione simbolica di "vita o morte".
Un esempio ispiratore è quello di una nuotatrice olimpica che dedica parte del suo tempo alla pittura e al volontariato.
Quando ha una stagione negativa in piscina, non crolla perché il suo "io artista" e il suo "io solidale" rimangono intatti e continuano a darle soddisfazione.
Questa diversificazione del "portafoglio di identità" è la migliore assicurazione sulla salute mentale che uno psicologo possa offrire a uno sportivo, garantendogli di godersi il percorso sportivo senza esserne consumato.
Patologizzando l'insicurezza come un problema puramente individuale ("hai la sindrome"), corriamo il rischio di ignorare fattori sistemici.
Sommario
L'approccio umanistico dà la priorità alla persona rispetto
lessere umano dietro latleta