Trascrizione DIFUSIONE COGNITIVA
Tecniche per "staccarsi" dai pensieri negativi
La defusione cognitiva è il processo di creare spazio tra il pensatore e il pensiero, alterando la funzione dell'evento mentale senza necessariamente modificarne il contenuto.
Invece di discutere la veridicità di un pensiero negativo ("sono lento", "perderò"), l'atleta impara a riconoscerlo semplicemente come un evento verbale transitorio.
L'obiettivo è "guardare il pensiero" invece di "guardare dal pensiero", riducendo così la sua capacità di dettare il comportamento motorio o tattico.
Una tecnica efficace è l'oggettivazione del pensiero attraverso l'etichettatura.
Se un giocatore di basket, dopo aver sbagliato un tiro libero, dice a se stesso "sei un disastro", viene allenato a riformulare quell'esperienza interna come: "Sto pensando di essere un disastro".
Questa sottile distinzione linguistica rompe la fusione cognitiva; il giocatore smette di essere il disastro e diventa la persona che nota una narrazione mentale sull'essere un disastro, recuperando la capacità di attenzione per la prossima azione difensiva.
Metafore: l'assistente entusiasta, il nastro del sushi
L'ACT utilizza metafore per facilitare questa distanza psicologica in modo ludico e rapido. Una metafora comune è quella dell'"assistente interiore" o della "radio accesa".
All'atleta viene insegnato a trattare la propria mente come un assistente troppo zelante che gli passa continuamente appunti (pensieri) nel tentativo di proteggerlo, anche se le informazioni sono inutili o ripetitive. Immaginiamo un portiere di hockey su ghiaccio.
Il suo "assistente mentale" gli passa continuamente dei bigliettini dicendo: "Attento alla sinistra, ti segneranno, non sei pronto".
Invece di discutere con l'assistente o cercare di licenziarlo (il che genera conflitto), il portiere impara a ricevere il biglietto e a dire: "Grazie, mente, per l'avvertimento", e ad archiviarlo mentalmente senza obbedirgli ciecamente.
Un'altra variante è il "nastro del sushi": i pensieri sono piatti che gli passano davanti su un nastro trasportatore.
Può vedere passare il piatto della "paura di fallire" e decidere di non prenderlo, lasciandolo circolare mentre si concentra sul disco, capendo che non ha l'obbligo di "mangiare" tutto ciò che la sua mente gli offre.
Sommario
La defusione cognitiva cerca di creare spazio tra il pensatore e il pensiero. L'obiettivo è quello di alterare la funzione dell'evento mentale senza modificarne il contenuto, imparando a osservare senza "rimanere intrappolati".
Una tecnica chiave è oggettivare il pensiero attraverso l'etichettatura verbale. Riformulando "sono un disastro" in "sto avendo il pensiero di essere un disastro", si rompe la fusione limitante.
Si utilizzano metafore ludiche, come quella dell'"assistente interiore" o del "nastro del sushi". Queste consentono di trattare i pensieri come appunti suggeriti o piatti che passano, senza l'obbligo di obbedirvi o consumarli.
difusione cognitiva