Trascrizione Quadro giuridico ed etica dello psicologo I-O
Leggi sul lavoro e diritti dei lavoratori
L'esercizio della psicologia nelle organizzazioni deve essere rigorosamente inquadrato nell'ordinamento giuridico del lavoro del paese.
Ciò implica garantire che i processi di reclutamento, selezione e promozione rispettino i diritti fondamentali dei collaboratori, quali l'accesso alla previdenza sociale, il pagamento di salari competitivi e la protezione contro la discriminazione basata su età, sesso, etnia o disabilità.
La gestione del personale deve essere trasparente e corretta, garantendo il rispetto di tutti i contributi legali e dei benefici contrattuali concordati.
Lo psicologo organizzativo collabora con la direzione per garantire che i contratti di lavoro siano chiari e che il personale riceva un'introduzione specifica sui propri doveri e sulle garanzie legali.
Ignorare il quadro giuridico non solo espone l'istituzione a multe e ispezioni governative, ma distrugge la fiducia del lavoratore, influenzando negativamente la produttività e la stabilità del personale.
Segreto professionale e discrezione etica
Uno dei pilastri etici più critici per il professionista della psicologia organizzativa è la gestione delle informazioni riservate dei membri dell'azienda.
Nello svolgimento delle sue funzioni, lo psicologo ha accesso a dati sensibili provenienti da colloqui, test proiettivi e situazioni personali dei lavoratori.
È imperativo mantenere la massima discrezione e non rivelare questi dettagli a supervisori, dirigenti o datori di lavoro, a meno che non sussista un rischio imminente o una giustificazione tecnica legale.
La violazione del segreto professionale costituisce una grave mancanza che può comportare conseguenze legali e la perdita definitiva di credibilità nei confronti del personale.
L'etica richiede che il valutatore agisca con integrità, basando le sue relazioni su fatti oggettivi ed evitando che pregiudizi o pressioni esterne influenzino le sue diagnosi.
Questo impegno alla riservatezza protegge la dignità del lavoratore e garantisce che lo psicologo sia visto come un mediatore di fiducia all'interno dell'ecosistema lavorativo.
Gestione trasparente dei benefici e degli stipendi
La giustizia organizzativa dipende da una gestione salariale equa e onesta, in cui ogni collaboratore riceva una retribuzione commisurata al proprio contributo e alle proprie prestazioni.
Il reparto amministrazione del personale deve tenere un controllo accurato delle retribuzioni, degli straordinari, dei bonus e delle detrazioni previste dalla legge, garantendo che il processo sia verificabile e privo di errori che possano danneggiare il dipendente.
La trasparenza in questi pagamenti è fondamentale, poiché lo stipendio è considerato un elemento sacro per il sostentamento della famiglia del lavoratore.
Lo psicologo organizzativo interviene assicurando che le politiche di incentivazione si basino su criteri di rendimento convalidati e non su favoritismi.
Il rispetto degli accordi contrattuali e la puntuale erogazione dei benefici socio-economici rafforzano la percezione di equità, che è un indicatore diretto di un clima lavorativo sano e di una riduzione del tasso di turnover.
La trasparenza amministrativa non è solo un requisito contabile, ma una pratica etica che consolida la lealtà del capitale umano.
Di seguito è riportato lo sviluppo esteso dei punti
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