Trascrizione Guida all'ascolto attivo
L'architettura della presenza totale
L'ascolto attivo non è uno stato passivo, ma un'attività energica che richiede un impegno totale.
Il primo pilastro è la piena attenzione: essere fisicamente e mentalmente presenti. Ciò implica il contatto visivo, un linguaggio del corpo aperto e l'eliminazione delle distrazioni.
Non possiamo ascoltare veramente mentre guardiamo il telefono o pensiamo alla lista della spesa.
L'atteggiamento deve essere di apertura radicale e non di giudizio; cioè, sospendere la nostra valutazione interna su ciò che l'altro dice sia giusto o sbagliato per concentrarci semplicemente sulla comprensione del suo punto di vista.
Per dimostrare questa presenza, è fondamentale utilizzare "indicatori di ascolto". Si tratta di piccoli gesti o suoni (come annuire, dire "ah", "capisco", "wow") che fungono da stimolo per incoraggiare chi parla a continuare.
Questi segnali confermano che il canale di comunicazione è aperto e che c'è un destinatario interessato dall'altra parte.
Senza questo feedback costante, chi parla può sentirsi come se stesse parlando nel vuoto e tenderà a chiudersi.
L'ascolto attivo è l'atto di accogliere le parole dell'altro con ospitalità e rispetto.
Strumenti di approfondimento e chiarimento
Oltre alla presenza, l'ascolto attivo utilizza strumenti verbali specifici per garantire la comprensione.
Uno di questi è il "chiarimento": porre domande aperte che invitano ad ampliare le informazioni, come "Cosa ha significato questo per te?" o "Potresti spiegarmi meglio come ti sei sentito?".
Queste domande non sono inquisitorie, ma esplorative; cercano di completare la mappa mentale della situazione.
È fondamentale evitare di prendere il controllo della conversazione con queste domande; l'obiettivo è quello di fungere da trampolino di lancio affinché l'altro approfondisca. Un altro strumento essenziale è la "riformulazione" o parafrasi.
Consiste nel restituire a chi parla ciò che abbiamo capito con parole nostre: "Se ho capito bene, ciò che ti fa male è che...".
Questo ha una doppia funzione: permette all'ascoltatore di verificare se ha colto correttamente il messaggio e fa sentire l'interlocutore validato nell'ascoltare la sua esperienza riflessa. Infine, un maestro dell'ascolto deve sentirsi a proprio agio con il silenzio.
Spesso, quando facciamo una pausa e non ci affrettiamo a riempire il vuoto, l'altra persona accede a livelli più profondi della sua verità. Il silenzio rispettoso è un potente invito all'introspezione condivisa.
SINTESI
L'ascolto attivo richiede una presenza fisica e mentale totale, sospendendo i giudizi e utilizzando segnali verbali e non verbali per confermare all'altro che viene accolto con attenzione e rispetto.
L'uso di domande chiarificatrici e la tecnica della parafrasi sono essenziali per verificare la comprensione e approfondire il messaggio, assicurando che entrambi siano allineati sul significato di ciò che viene condiviso.
Sopportare il silenzio senza interruzioni permette alla comunicazione di raggiungere livelli più profondi, trasformando l'ascolto in un atto attivo di convalida che rafforza significativamente il legame e la fiducia reciproca.
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