Fondamenti del coaching per leader

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Trascrizione  Fondamenti del coaching per leader


Sbloccare il potenziale rispetto alle istruzioni direttive

L'evoluzione della gestione contemporanea ha sostituito il modello dittatoriale di impartire ordini costanti per abbracciare la filosofia dell'accompagnamento formativo, noto anche come stile di coaching.

Mentre l'istruzione direttiva si limita a dettare meccanicamente "cosa" fare e "come" farlo, l'approccio formativo utilizza il potere dell'interrogazione strategica affinché sia il collaboratore stesso a scoprire la soluzione ottimale. Questa metodologia sradica la dipendenza intellettuale cronica.

Ad esempio, se un architetto junior si rivolge al proprio direttore con un problema di distribuzione spaziale in una pianta, il leader direttivo si limiterebbe a disegnare la risposta corretta.

Al contrario, il leader formatore porrebbe domande stimolanti come: "Quali opzioni hai preso in considerazione finora?" o "In che modo questa modifica influirebbe sull'illuminazione naturale?".

Obbligando il subordinato ad articolare il proprio ragionamento, si stimola il suo pensiero critico e si accelera la sua maturità operativa.

Questo modello richiede che il supervisore metta da parte il proprio bisogno egoistico di dimostrare superiorità tecnica, lasciando il merito del successo al professionista sotto la sua responsabilità, promuovendo così una cultura di autonomia decisionale davvero eccezionale.

Fasi di definizione degli obiettivi ed esplorazione delle opzioni

L'implementazione di questo stile di leadership interrogativo richiede la padronanza di un quadro conversazionale altamente strutturato che garantisca risultati tangibili e non semplici divagazioni teoriche.

L'interazione deve iniziare stabilendo un obiettivo estremamente chiaro e desiderato dal lavoratore.

Una volta definita la destinazione, il leader conduce un'analisi approfondita della realtà attuale, indagando sulle risorse disponibili e sugli ostacoli concreti che impediscono un progresso immediato.

Superata la fase diagnostica, ha inizio il periodo creativo: l'esplorazione esaustiva delle alternative.

A questo punto, il manager deve evitare di censurare prematuramente le idee, stimolando la generazione di approcci dirompenti che il collaboratore non avrebbe mai preso in considerazione sotto un regime di pressione autoritaria.

Infine, la sessione di accompagnamento sarà priva di valore se non culmina in un impegno di volontà incrollabile.

Il dipendente deve verbalizzare un piano d'azione concreto, assegnando date precise alle sue prossime mosse.

Questa conclusione responsabilizza direttamente il


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