Trascrizione Gestione delle risorse e lavoro in rete
Mappatura dell'ecosistema di supporto esterno
Una gestione efficace della diversità va oltre i confini fisici della scuola. L'insegnante e il consulente devono conoscere e attivare la mappa delle risorse esterne disponibili nella comunità.
Questa mappa è suddivisa in tre grandi aree: l'ambito sanitario (centri di salute mentale, neuropediatria, assistenza precoce), l'ambito sociale (servizi sociali comunali, procura dei minori) e il terzo settore (associazioni di famiglie, ONG, fondazioni specializzate).
Ignorare queste risorse porta al sovraccarico dell'insegnante, che cerca di risolvere problemi clinici o sociali con strumenti puramente pedagogici.
Ad esempio, di fronte a uno studente con gravi difficoltà di lettura, la scuola può offrire un sostegno, ma l'intervento specializzato di un'associazione per la dislessia può fornire terapie specifiche e sostegno emotivo alla famiglia che la scuola non è in grado di garantire.
Sapere a quali porte bussare e quali servizi sono disponibili nel quartiere o nella città è una competenza strategica dell'educatore inclusivo.
Il centro educativo deve fungere da nodo di collegamento che faciliti alle famiglie l'accesso a questi servizi specializzati.
Dal rinvio isolato al lavoro comunitario in rete
Esistono diversi modelli per gestire il rapporto con questi agenti esterni. Il modello più semplice e meno efficace è quello del rinvio, in cui la scuola individua il problema e "invia" il bambino allo specialista, disinteressandosi del processo. Questo crea compartimenti stagni in cui le informazioni non circolano.
Un modello superiore è quello del coordinamento, in cui si tengono riunioni periodiche per unificare i criteri, come quando lo psichiatra regola la terapia farmacologica e il tutor riferisce sui cambiamenti osservati nell'attenzione in classe. Tuttavia, l'ideale da raggiungere è il modello di lavoro in rete o comunitario.
In questo caso, la scuola, la famiglia, i servizi sanitari e le entità sociali collaborano in modo orizzontale e proattivo, non solo per occuparsi dei casi ("spegnere gli incendi"), ma anche per creare progetti preventivi congiunti.
Immaginiamo un tavolo di lavoro locale dove l'istituto, il comune e il centro sanitario progettano una campagna unificata sulla salute mentale degli adolescenti.
In questo approccio, tutti gli attori condividono responsabilità
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