Trascrizione L'arte di porre domande
La precisione del linguaggio chirurgico
Se l'ascolto è la base, la domanda è il bisturi. Nel coaching sportivo, il linguaggio verbale viene utilizzato come uno strumento chirurgico per operare sulla mentalità dell'atleta. La parola ha il potere di costruire realtà o distruggere la fiducia.
Un coach eccellente evita termini vaghi e si concentra su un linguaggio orientato alle soluzioni e alle possibilità. La chiave risiede nella padronanza delle "domande potenti".
Si tratta di domande aperte che generalmente iniziano con particelle come "cosa", "come", "quando" o "perché" e che costringono il cervello dell'atleta ad abbandonare la risposta automatica "sì/no" per cercare risorse al suo interno
Dal "perché" al "come": cambio di prospettiva
Una distinzione fondamentale in questa arte è evitare l'uso eccessivo del "perché". Chiedere "perché hai fallito?" spesso spinge l'atleta su una posizione difensiva, invitandolo a cercare giustificazioni o scuse nel passato.
Un coach efficace sostituisce questa formulazione con domande orientate all'azione futura: "Quale aggiustamento tecnico devi apportare nella prossima ripetizione per raggiungere l'obiettivo?".
Questo sottile cambiamento linguistico sposta la neurofisiologia dell'atleta da uno stato di colpa e paralisi a uno stato di risoluzione creativa e empowerment tecnico.
Vocabolario evocativo e metaforico
Oltre alla struttura, il vocabolario deve essere sensoriale ed evocativo. Per un atleta che elabora le informazioni in modo cinestetico (attraverso le sensazioni), il coach deve utilizzare parole che evocano il tatto, la pressione o il movimento ("senti la fluidità", "mantieni la tensione").
Allo stesso modo, l'uso di metafore personalizzate può semplificare concetti tattici complessi, ancorando l'istruzione a un'immagine mentale facile da ricordare sotto pressione.
Se l'allenatore parla di "costruire un muro" in difesa, l'immagine mentale attiva una serie di comportamenti corporei di solidità molto più rapidamente di una lunga spiegazione tecnica.
Domande potenti e un linguaggio preciso risparmiano energia cognitiva e accelerano l'apprendimento
Sommario
La domanda potente è un linguaggio chirurgico progettato per operare sulla mentalità dell'atleta. Evita termini vaghi e utilizza domande aperte che costringono il cervello a cercare risorse.
È fondamentale evitare il "perché", che spesso spinge l'atleta verso giustificazioni o scuse passate. Il coach efficace pone domande sul futuro, spostando la neurofisiologia verso la risoluzione creativa.
Il vocabolario deve essere sensoriale ed evocativo per connettersi con le sensazioni tattili del movimento. Le metafore personalizzate semplificano concetti complessi, risparmiando energia cognitiva e accelerando l'apprendimento sotto pressione.
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