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Gestione delle convinzioni limitanti

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Trascrizione Gestione delle convinzioni limitanti


La mappa mentale e il linguaggio assolutista

Le convinzioni limitanti sono le barriere invisibili più potenti nello sport. Sono definite come percezioni soggettive che l'atleta assume come verità assolute e indiscutibili e che limitano severamente la sua capacità di azione e sviluppo.

Queste convinzioni si manifestano spesso attraverso un dialogo interno assolutista, pieno di termini come "sempre", "mai", "tutto" o "niente".

Ad esempio: "Non riesco mai a dare il meglio quando piove" o "Non sono in grado di battere gli avversari mancini".

Queste idee non nascono dal nulla, ma sono spesso il risultato di esperienze passate mal gestite, commenti tossici di ex allenatori o confronti sociali sfavorevoli che si sono radicati nella psiche dell'atleta.

La profezia che si autoavvera e il filtro della realtà

Il pericolo di queste convinzioni risiede nel fatto che agiscono come un filtro della realtà e come una profezia che si autoavvera.

Se un giocatore di basket è convinto di "non essere bravo sotto pressione", il suo cervello cercherà inconsciamente prove che confermino questa teoria, ignorando i momenti in cui ha effettivamente ottenuto buoni risultati.

Inoltre, questa convinzione genera una tensione fisica reale (rigidità muscolare, respiro corto) ogni volta che si trova ad affrontare una situazione di pressione, il che provoca l'errore tecnico e rafforza la convinzione originale.

Il coach agisce come un detective di queste strutture, ascoltando attivamente le giustificazioni che l'atleta dà ai suoi blocchi per identificare il "soffitto di cristallo" mentale che si è autoimposto.

Riformulazione e neurobiologia della convinzione

Il processo di smantellamento di queste barriere implica mettere in discussione la validità delle affermazioni e lavorare sulla "sostituzione cognitiva".

Non basta pensare in modo positivo; è necessario costruire nuove convinzioni basate su fatti e possibilità di miglioramento.

Una tecnica potente è il "riformulazione", che trasforma una debolezza percepita in un'opportunità strategica.

Ad esempio, se un corridore crede di essere "troppo pesante per le salite", il coach lo aiuta a reinterpretare il suo fisico come un vantaggio di "potenza e stabilità in pianura", mentre lavora tecnicamente sulla salita. Inoltre, l'uso della parola "ancora" ("non padroneggio questa tecnica...

ancora") apre la porta alla neuroplasticità, inviando al cervello il segnale che la capacità è in fase di sviluppo, cambiando la chimica corporea dalla minaccia alla speranza e facilitando l'apprendimento.

Sommario

Le convinzioni limitanti sono percezioni soggettive che l'atleta assume come verità assolute. Di solito si manifestano attraverso un linguaggio assolutistico pieno di termini come sempre, mai o niente.

Queste idee agiscono come profezie che si autoavverano, generando tensione fisica reale e errori tecnici. Il coach individua questi limiti mentali per metterne in discussione la validità e smantellare i blocchi.

Attraverso il riformulazione, le debolezze percepite vengono trasformate in opportunità strategiche basate sui fatti. L'uso della parola "ancora" apre la porta alla speranza e all'apprendimento.


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