Trascrizione Tecnica assertiva V: La [domanda assertiva] per gestire le critiche
La reazione istintiva alla critica: attacco o fuga
Quando riceviamo un commento inaspettato, una critica che ci ferisce o un'accusa che ci sembra ingiusta, la nostra prima reazione è spesso viscerale e istintiva.
In genere, cadiamo in uno dei due estremi della comunicazione non assertiva: o attacchiamo e ci mettiamo sulla difensiva, adottando un atteggiamento aggressivo per proteggerci, oppure ci chiudiamo in noi stessi, ci rimpiccioliamo e fuggiamo dal conflitto, cadendo in uno stile di comunicazione passivo.
Entrambe le risposte, sebbene automatiche, sono controproducenti, poiché tendono ad aggravare il conflitto o a generare risentimento interiore.
La tecnica della domanda assertiva ci offre una potente alternativa per gestire questi momenti senza cadere in queste trappole emotive.
Disattivare il conflitto con genuina curiosità
Invece di reagire impulsivamente, la tecnica della domanda assertiva consiste nel fare una pausa e rispondere alla critica con una domanda che cerchi di chiarire la situazione.
La chiave è permettere la critica, darle spazio senza giudicarla immediatamente e, invece di difenderci, mostrare una genuina curiosità nel comprendere il punto di vista dell'altra persona.
Ponendo una domanda, non solo disattiviamo il nostro impulso di attaccare o fuggire, ma disarmiamo anche la possibile ostilità del nostro interlocutore.
Affinché questa tecnica sia efficace, la domanda deve essere reale, autentica e formulata con empatia, con un sincero interesse a comprendere cosa c'è dietro le parole dell'altra persona.
L'arsenale delle domande: strumenti per chiarire
Avere un repertorio di domande assertive ci permette di avere uno strumento pronto all'uso nei momenti di tensione. Alcune delle domande che potete utilizzare sono:
Per cercare specificità: "Cosa intendi esattamente quando dici che non si può parlare con me?".
Per concretizzare il problema: "Cosa non ti è piaciuto concretamente del mio comportamento?".
Per concentrarsi sulla situazione attuale: "Cosa ti dà fastidio di me in questa situazione particolare?".
Per cercare soluzioni future: "Cosa posso fare affinché la prossima volta questo non si ripeta?".
Per comprendere il punto di vista dell'altro: "Puoi spiegarmi cosa vedi di negativo in questa situazione?".
L'uso di queste domande trasforma una critica in un dialogo costruttivo.
I vantaggi: trasferire la responsabilità e ottenere chiarezza
Applicare la domanda assertiva ha un duplice vantaggio. In primo luogo, disattiva la critica e il potenziale conflitto, trasformando un'atmosfera di confronto in una di collaborazione.
In secondo luogo, e forse ancora più importante, rende l'altra persona responsabile di ciò che ha detto.
Molte volte le critiche sono impulsive e poco meditate; chiedendo un chiarimento, costringiamo il nostro interlocutore a riflettere sulle sue parole e a spiegarsi meglio, il che può portarlo persino a sfumare o ritirare il suo commento iniziale.
In questo modo, non solo evitiamo una discussione inutile, ma otteniamo anche informazioni preziose che ci aiutano a capire la vera origine del malessere e a trovare una soluzione reale.
Riepilogo
Quando riceviamo una critica o un'accusa, la nostra prima reazione è spesso quella di attaccare o fuggire, adottando uno stile aggressivo o passivo. La domanda assertiva ci offre un'alternativa per gestire questi momenti senza cadere in trappola.
Invece di reagire impulsivamente, la tecnica consiste nel fare una pausa e rispondere alla critica con una domanda che cerchi di chiarire la situazione. Si tratta di mostrare una genuina curiosità nel comprendere il punto di vista dell'altro.
Avere un repertorio di domande assertive ci permette di avere uno strumento pronto all'uso nei momenti di tensione. Domande come "Cosa intendi esattamente?" o "Cosa non ti è piaciuto?" trasformano una critica in un dialogo.
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