Trascrizione Finte preoccupazioni ([Negging] velato)
Critiche mascherate da gentilezza
Questa tattica è pericolosamente efficace perché si nasconde sotto il manto dell'amore, della cura e del desiderio di "migliorare" il partner.
L'aggressore esprime giudizi offensivi sull'aspetto, il peso, l'intelligenza o il comportamento della vittima, ma li avvolge in un tono paternalistico di preoccupazione.
Frasi come "ti dico di andare in palestra perché mi preoccupo per la tua salute, non perché hai un brutto aspetto" o "forse non dovresti esprimere la tua opinione in pubblico, altrimenti penseranno che sei ignorante" sono attacchi diretti alla dignità personale mascherati da consigli ben intenzionati.
A differenza di un insulto, che è facile da respingere, questa "falsa gentilezza" disarma la vittima, poiché attaccare qualcuno che presumibilmente si preoccupa per te sembra ingrato.
La trappola della gratitudine e del debito
Se la vittima percepisce l'ostilità sottesa e cerca di difendersi o si mostra offesa, l'aggressore reagisce con indignazione vittimistica.
Utilizza risposte come: "Non solo mi preoccupo per te, ma ti comporti anche così. Sei una persona ingrata".
Questo genera un immediato senso di colpa nella vittima, che finisce per sentirsi in colpa per aver interpretato negativamente un "gesto d'amore".
L'obiettivo è quello di erodere l'identità della vittima affinché inizi a vedersi attraverso gli occhi critici dell'aggressore, interiorizzando l'idea di essere difettosa, inadeguata o incapace di prendersi cura di sé stessa senza la guida del proprio partner.
Lo scultore e l'argilla
In fondo, questa strategia cerca di stabilire una relazione gerarchica tra "scultore" e "argilla".
L'aggressore si erge a esperto che sa cosa è meglio, mentre la vittima è la materia modellabile che deve essere corretta.
Con il tempo, la vittima cede la sua autonomia: smette di scegliere i propri vestiti, modifica la propria dieta, abbandona i propri hobby o cambia il proprio modo di parlare per evitare i "consigli correttivi" e lo sguardo di disapprovazione del proprio partner.
Si verifica una colonizzazione delle preferenze personali, in cui la vittima rinuncia alla propria individualità nella falsa convinzione di stare migliorando, quando in realtà viene annullata e adattata all'ego dell'aggressore.
Sommario
Questa tattica nasconde critiche offensive sotto le spoglie della gentilezza e della preoccupazione paternalistica; l'aggressore attacca l'intelligenza o l'aspetto della vittima con falsi consigli, disarmandola presentandosi come qualcuno che vuole prendersi cura di lei.
Se la vittima si offende, il manipolatore reagisce con indignazione vittimistica, tacciandola di ingratitudine; questo genera in lei un immediato senso di colpa, che finisce per farla sentire in colpa per aver rifiutato quello che le viene presentato come un gesto d'amore.
L'obiettivo finale è quello di stabilire una gerarchia di "scultore e argilla", in cui la vittima cede la sua autonomia e modifica le sue abitudini per evitare la disapprovazione, venendo annullata e adattata su misura all'ego dell'aggressore.
finte preoccupazioni negging velato